Alunno picchiato, nei guai
i due prof che hanno taciuto

Lunedì 9 Settembre 2019 di Biagio Salvati
Salgono a tre i procedimenti disciplinari avviati dalla dirigente dell'Istituto comprensivo «Vanvitelli», nell'ambito della vicenda giudiziaria riguardante un docente di sostegno, V.S. che lo scorso giugno è finito ai domiciliari (ma scarcerato pochi giorni fa) per avere, secondo l'accusa, ripetutamente maltrattato un alunno disabile della scuola con sede a piazza Ungaretti.

Il dirigente scolastico dell'istituto, Rosaria Prisco che è anche responsabile dell'«Ufficio per i Procedimenti Disciplinari», nei giorni scorsi ha conferito un incarico professionale all'avvocato amministrativista Paolo Centore come supporto giuridico all'Upd relativamente ai tre procedimenti disciplinari che sono stati avviati nei confronti del docente e di altre due insegnanti della stessa classe frequentata dall'alunno.

 

Queste ultime secondo il gip di Santa Maria Capua Vetere che dispose l'arresto del professore avrebbero «tenuto un atteggiamento vergognosamente omertoso» del quale l'indagato si sarebbe giovato nel commettere i fatti di cui è accusato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Sono, dunque, tre i procedimenti disciplinari avviati contro i docenti, nei confronti dei quali l'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari della Vanvitelli ha adottato un provvedimento amministrativo di sospensione cautelare dal servizio che possiede una natura di atto dovuto oltre che del tutto autonoma rispetto alla sospensione disposta dalla magistratura penale. Il docente, che sulla carta risulta trasferito in un altro istituto di Caserta anche se, va precisato, non può insegnare, è stato scarcerato pochi giorni fa su decisione del collegio della XII sezione del tribunale del Tribunale del Riesame di Napoli.
IL PROFILO
L'insegnante, 53 anni, da oltre 20 in servizio nella scuola ma solo da un anno alla Vanvitelli, nel corso dell'interrogatorio di garanzia si era proclamato innocente parlando di «equivoco». Le indagini contro di lui sono partite dopo che la madre del ragazzo autistico vittima della vicenda, ha sporto denuncia ai carabinieri ritenendo che suo figlio avesse subito maltrattamenti dal professore di sostegno.
LE ACCUSE
Contro di lui, anche i racconti di alcuni compagni di classe della vittima, sedicenne affetto da autismo, che hanno dichiarato di aver più volte segnalato ad almeno altri due professori i comportamenti «anomali» assunti dal prof di sostegno nei confronti del loro compagno. Spintoni, schiaffi sulla testa, strattoni: di questo parlano i testimoni e di questo ha parlato la madre della vittima.
La donna ha anche dichiarato di avere personalmente assistito ai discutibili comportamenti del docente di sostegno: durante una gita scolastica, ha riferito la donna ai carabinieri, l'uomo mise le mani al collo di suo figlio, salvo poi fingere un abbraccio quando si accorse di essere osservato.
IL PROCEDIMENTO
Tutto agli atti dell'ordinanza di custodia cautelare che, il 18 luglio scorso, fece rumore negli ambienti scolastici. Il professore indagato, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe schiaffeggiato, messo al muro, colpito sulla testa il suo alunno più vulnerabile e le due insegnanti messe al corrente dai compagni di classe della vittima, secondo le attività investigative, non avrebbero mosso un dito per difendere il ragazzino. Anzi, in una occasione, una di loro avrebbe replicato alle sempre più insistenti segnalazioni degli studenti che «quello del prof era un metodo didattico» per trattare i ragazzi autistici.
Le indagini dei carabinieri di Caserta si sono avvalse anche di riprese audiovisive all'interno della classe del ragazzo: non si è esclude che dalla vicenda potrebbero esserci altri sviluppi anche alla luce di altri approfondimenti investigativi.
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