L'arco di Adriano dell'Antica Capua
cade a pezzi: sequestrato

Sabato 27 Giugno 2020 di Giulio Sferragatta

Le condizioni di incuria e degrado dell'Arco di Adriano, uno dei riferimenti dell'originario percorso dell'Appia, sono finite - ieri - sotto la lente d'ingrandimento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il sito archeologico, edificato a cavallo tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo, a poche centinaia di metri dall'Anfiteatro romano, è stato sequestrato in maniera preventiva a causa del suo precario stato di conservazione.

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L'esecuzione del decreto del gip, dopo gli accertamenti della Procura, è stata affidata ai carabinieri della stazione di Santa Maria Capua Vetere. Il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti, ma gravi sono i reati su cui gli investigatori stanno indagando, che vanno dalla rovina di edificio all'omissione di chi è preposto alla sua conservazione, dal deterioramento al danneggiamento, sempre nella forma omissiva, di un monumento di interesse storico-archeologico. Sono stati i consulenti della Procura a far emergere le criticità legate alla manutenzione dell'Arco, con riferimento al deterioramento dei materiali, alle lesioni superficiali e al parziale distacco degli elementi lapidei. I tecnici, oltre alla presenza di erbacce dovute ad infiltrazioni d'acqua, hanno riscontrato gli effetti di «interventi di risanamento non appropriati che possono minarne la conservazione».

La magistratura, in sostanza, vuole vederci chiaro sulle opere eseguite per la tutela del complesso monumentale, ma soprattutto su quello che nel frattempo non è stato fatto. L'Arco di Adriano è, del resto, un'importante testimonianza dell'Antica Capua. Con una struttura a tre fornici, il sito domina la statale Appia, nel tratto tra Capua e la città del Foro. Le basi dei piloni esterni, a seguito del sequestro giudiziario, sono state delimitate. I parziali lavori di messa in sicurezza dell'Arco di Adriano già furono oggetto, nel dicembre del 2017, di un confronto tra l'amministrazione municipale e la Soprintendenza Archeologica per le Province di Caserta e Benevento, che riscontrando lo stato di degrado del sito era intervenuta sugli interventi realizzati dell'ente municipale, riscontrando l'utilizzo di materiali impropri.

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Un tira e molla su competenze e questioni tecniche, destinato a trasferirsi nelle aule penali del tribunale sammaritano. «Con l'istituzione del tavolo tecnico in Procura e con le indicazioni contenute nella consulenza redatta dai tecnici nominati dal pubblico ministero ha evidenziato il sindaco Antonio Mirra sono certo che arriveremo a definire chi deve fare cosa». «Ritengo un'opportunità ha poi aggiunto il primo cittadino che questa programmazione avvenga con i tecnici della Soprintendenza e con la collaborazione dei tecnici nominati dalla Procura. Il mio auspicio è che si possa avviare un iter virtuoso che, oltre a dare seguito agli interventi manutentivi ordinari, possa giungere, con finanziamenti sovracomunali, a un progetto di ristrutturazione e restauro». Riguardo alla viabilità, oltre ai mezzi pesanti, sarà preclusa all'interno dell'Arco anche la circolazione dei mezzi del trasporto pubblico. Autovetture e ciclomotori, provenienti da Capua, transiteranno invece lateralmente rispetto al fornice chiuso, mentre invariato sarà il deflusso veicolare in direzione opposta. 

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