Asilo fuorilegge per bimbi nigeriani chiuso dai vigili

Martedì 13 Agosto 2019 di Vincenzo Ammaliato
Quando a pagare il conto più salato di un territorio dalle troppe ferite sono i suoi soggetti più deboli, quelli che invece andrebbero tutelati e protetti. Tredici bambini, maschietti e femminucce, dai sei mesi d'età ai nove anni, sono stati trovati ieri mattina stipati in un interrato di una villa d'Ischitella dalla polizia municipale di Castel Volturno a seguito di un blitz coordinato con l'ufficio affari sociali. Il sospetto era che in quei locali non idonei e in condizioni igieniche precarie si svolgesse l'attività di asilo abusivo.

 

IL BLITZ
E una volta entrati nell'immobile ai vigili non è bastato molto per capire che non era solo un sospetto. Qui, in un ambiente ricavato fra le fondamenta della villa superiore, in un unico stanzone senza alcuna finestra, c'era il gruppo di bambini seduto in fila davanti a un televisore che trasmetteva cartoni animati. Neonati e ragazzini tutti d'origine nigeriana in silenzio come se fossero terrorizzati chissà da cosa. A badare loro, una coppia di napoletani, che da qualche mese ha preso in affitto la villa nella località di Marina di Ischitella, dove vive in modo stabile. Si tratta di un immobile privato, in un parco residenziale con tanto di cancello automatico all'esterno. Per questo, insistenti pianti provenienti da più bambini dall'interno della casa hanno messo sull'allarme alcuni vicini che hanno pensato bene di avvisare il municipio. Predisposto il controllo, sul posto sono arrivati anche gli assistenti sociali del Comune. E una volta scoperto l'abuso, è stata fatta intervenire anche l'arma dei carabinieri che ha fatto arrivare sul posto alcuni militari dalla stazione del Villaggio Coppola.
LA VERSIONE
I gestori dell'asilo abusivo hanno provato a giustificarsi immediatamente, offrendo una versione dei fatti che oggettivamente non stava in piedi. Così, gli elementi trovati dalla municipale e dai carabinieri inchiodano alle loro responsabilità la coppia. I due hanno confermato di prendersi cura dei bambini per conto dei genitori impegnati a lavorare, ma che lo hanno sempre fatto in maniera gratuita, per solidarietà, se non in cambio di piccole offerte solo da parte di quei genitori dei bambini che potevano permetterselo. Ma avvisati i papà e le mamme dei bambini (grazie alla municipale e ai carabinieri) di recarsi sul posto per riprendersi i figli, una volta arrivati nell'immobile di Marina d'Ischitella hanno raccontato agli investigatori una verità differente. In pratica, questo era un asilo abusivo, per il quale si pagavano regolari rette. I costi andavano dai 10 euro al giorno a veri e propri mensili, per i quali bisognava impegnare dai sessanta euro ai centosettanta al mese. I costi aumentavano se del trasporto dei bambini anziché i genitori si occupava la coppia di abusivi. Nel giro di un paio d'ore dall'inizio del blitz, i genitori di dodici bambini sono riusciti a riprendersi i figli e riaccompagnarli a casa, con la speranza che in futuro li affidino ad asili regolari.
IL DISSERVIZIO
In ogni caso, dovranno essere istituti privati, perché a Castel Volturno asili nido pubblici non sono mai esistiti e non sono neanche in programma. Mentre per il tredicesimo bambino, si è dovuto attendere tutta la giornata l'arrivo della mamma. La donna ha raccontato agli assistenti sociali di trovarsi a Roma per delle commissioni. Il bambino quindi è stato condotto negli uffici degli affari sociali. Qui è stato coccolato e curato dal personale presente. Dopotutto, prendersi cura di un bambino, è un'azione normale.
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