Babygang, rissa e vendetta:
due 16enni feriti a coltellate

Martedì 8 Giugno 2021 di Biagio Salvati
Babygang, rissa e vendetta: due 16enni feriti a coltellate

Movida violenta a due passi dall'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, la notte tra domenica e lunedì, quando, oltre l'orario di coprifuoco e con i locali già chiusi da oltre mezz'ora, si sono affrontate due bande di ragazzini. Da un primo litigio, innescato a quanto pare, per motivi futili (qualche apprezzamento ad una ragazzina), è spuntato poi un coltello o qualcosa di affilato come un pezzo di vetro. Il bilancio della rissa è di due minori, entrambi 16enni, rimasti lievemente. In particolare uno dei due è stato colpito a un fianco con un'arma da taglio, mentre l'altro è stato ferito con un oggetto contundente alla testa. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i due, entrambi di Santa Maria Capua Vetere e appartenenti a modeste famiglie locali, erano insieme quando sarebbe scoppiata la rissa con un altro gruppo di coetanei, che erano di numero superiore. Alla fine, hanno avuto la peggio i due sedicenni. Il sedicenne ferito al fianco è stato già dimesso dall'ospedale con una prognosi di dieci giorni, mentre il coetaneo si trova ancora nel nosocomio per accertamenti a causa del trauma cranico e del forte colpo, un pugno, ricevuto sul naso.


La rissa si sarebbe sviluppata però in due fasi: in un primo momento tra l'angolo di via Tifatina e piazza primo Ottobre e poi si è spostata in un'altra area della storica piazza dove i sanitari del 118 sono intervenuti per soccorrere i due feriti. Nessuna traccia degli aggressori: si parla di giovani provenienti da fuori zona, i carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, agli ordini del capitano Alessandro Governale, stanno cercando di individuare i responsabili. Il sedicenne interrogato dimesso dall'ospedale, non ha però saputo fornire dettagli utili sugli aggressori dicendo di non averli mai visti prima. A supporto delle indagini vi sarebbero i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza della zona della movida: almeno una parte della prima rissa potrebbe essere stata immortalata anche dall'occhio dei sensori della centralina che controlla la Ztl. La polizia municipale, agli ordini del comandante Giuseppe Aulicino, dalla sala controllo grazie a un'apparecchiatura di ultima generazione, riesce infatti a catturare tramite la procedura di scansione «Ocr» anche le targhe di auto e moto che passano nella zona, sia in entrata che in senso vietato.

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Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere, l'avvocato Antonio Mirra: «Il graduale superamento del Covid e il ritorno della stagione estiva ha spiegato il sindaco - stanno facendo riemergere, in molte città italiane, il fenomeno della movida rispetto al quale, già negli anni passati, come amministrazione comunale siamo intervenuti sia con il progetto Movida Sicura' in sinergia con la Polizia municipale, sia con l'installazione di impianti di videosorveglianza; già negli ultimi anni prosegue Mirra - abbiamo richiesto il rafforzamento delle forze di polizia sul territorio, ho già sentito il dirigente del commissariato che incontrerò domani (questa mattina, ndr), insieme con il comandante della polizia municipale, e chiederò al prefetto la convocazione del comitato di ordine pubblico per la pianificazione, da parte della questura, di attività finalizzate a migliorare la sicurezza nella zona Anfiteatro». Il termine del lockdown ha riproposto, infatti, il tema della violenza nei luoghi di aggregazione della città. Fino a qualche mese fa, i controlli erano mirati soprattutto al tema sanitario, al fine di evitare imprudenze e assembramenti. Mascherine e distanze però sembrano già essere un ricordo nella zona affollatissima all'ombra dell'Anfiteatro. Fino a pochi anni fa la zona era totalmente ignorata dai ragazzi: poi, con la nascita dei vari locali, la movida si è spostata man mano nella piazza prima appannaggio di anziani dediti al gioco delle bocce. L'ultima ordinanza anti-assembramento del Comune risale proprio al novembre del 2020 quando il primo cittadino vietò anche l'attività bocciofila per l'allarme pandemia. I luoghi attorno all'aren sono stati anche al centro delle cronache per diversi episodi di spaccio di droga, sfociati più volte con diversi arresti.
 

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