Basta un temporale e Caserta
si paralizza: strade allagate in tilt

Domenica 19 Settembre 2021 di Franco Tontoli
Basta un temporale e Caserta si paralizza: strade allagate in tilt

Un paio d'ore di temporale è la città di Caserta va completamente in tilt. Allagato il sottopasso della Variante e, immediatamente, traffico impazzito per tutta la serata. Un'ora per coprire cinque chilometri di strada.
Niente che non sia capitato anche altrove, a guardare i servizi televisivi riguardanti località dell'asse appenninico ciò che si è verificato in provincia di Caserta è certamente meno grave ma lo cresce la gravità in rapporto a sistemi viari interni ed esterni alla città di debole struttura e, se nate robuste, indebolite dalla inesistente manutenzione, a partire dalla più semplice ed elementare: la pulizia delle caditoie pluviali.

Non c'è strada che non ne abbia di otturate da polvere, erbacce che vi cresce, e fogliame sedimentato. Il panorama del disastro che ieri mattina era ben evidente, con aree che nella serata precedente erano fluviali e ieri mattina fangose per la permanenza del caldo e il ritorno del sole, porta a qualche considerazione da cui non si può prescindere. Una breve panoramica dei punti di sofferenza cittadina: il corso Trieste che dalle 18 in poi pareva il Po, viale Beneduce, viale Medaglie d'Oro fino al delta di piazza Andolfato. Poi, altra zona, il Nilo di via G.M. Bosco con la corrente carica di aghi di pino e fogliame vario trascinati dalle piazze Pitesti e Cattaneo di ampia vegetazione (qui un albero tranciato, unico menomale), il tutto sfociante in corso Giannone che già raccoglieva la massa d'acqua proveniente dal quadrivio Aldifreda. Alle spalle dell'incrocio, la strada in discesa verso il sottopasso era tutta una cascata. Il Gange imponente in via Santorio e via Camusso, rotto negli affluenti che invadevano la borgata Ercole, le stradine affluenti sulla chiesa di san Vito come calli veneziani, una voragine profonda e larga un paio di metri si allarga sul marciapiedi poco distante dalla chiesa e grazia l'accesso al cortile condominiale di alcune famiglie, in via Passionisti tutta l'acqua proveniente dall'Appia e dalla vicina Casagiove, più avanti una larga guaina di copertura di un edificio faceva da ulteriore ostacolo.

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Si potrebbe moltiplicare per tutto il corollario delle borgate collinari, disagi e guai da risanare. Questo il cambiamento del clima che però non giustifica ciò che a ogni temporale capita ai sottopassi, quelli di grande comunicazione in entrata e uscita dalla città. Un miracolo in quello di santa Commaia che collega via Renella con i quartieri di zona Ferrarecce: a differenza di tante altre circostante precedenti, non un filo d'acqua, caditoie e pompe in regola. Un metro d'acqua alta, invece, al sottopasso della Reggia sulla strada variante per Santa Maria C.V., pericolo per automobilisti nei due sensi di direzione, un disastro di più ampie proporzioni mancato. Questo sottopasso, di pertinenza dell'Anas, ogni paio di mesi viene chiuso per lavori di manutenzione che tutto devono riguardare tranne che le caditoie, i canali di assorbimento delle acque, le pompe di sollevamento idraulico se esistenti. Impensabile che un sottopasso di considerevole lunghezza venga allagato da acque pluviali per quanto consistenti possano essere i temporali. Tutto questo è inaccettabile da un ente l'Anas che deve garantire sicurezza nelle strade di grandi comunicazione. Per quanto riguarda la città un raccomandazione: affrontata alla men peggio l'emergenza, attrezzarsi, con le pulizie, a reggere le piogge invernali.
 

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