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Bocciati gli aumenti richiesti dai consiglieri, scatta la protesta

Domenica 14 Agosto 2022 di Giuseppe Miretto
Bocciati gli aumenti richiesti dai consiglieri, scatta la protesta

Più gettoni, più indennità e aumenti, ma non per tutti. I consiglieri comunali resteranno a mani vuote e dovranno continuare a rinunciare al 30 per cento degli emolumenti e dei gettoni di presenza nelle singole commissioni. Ferragosto amaro per gli eletti: il segretario comunale e i funzionari del settore finanza hanno bocciato la richiesta, recapitata dai consiglieri comunali (tramite il presidente del civico consesso Francesco Capuozzo), di estendere gli aumenti di stipendio a tutti. Bocciato il criterio di discrezionalità: ammesso l'adeguamento dell'indennità di funzione solo per il sindaco, il suo vice, gli assessori e il presidente del Consiglio.


Le indicazioni della ultima legge finanziaria non ammettono altre interpretazione. Bocciati gli aumenti potenziali a carico del bilancio comunale. Non ci sono soldi per aumentare i gettoni di presenza. C'è chi incassa e chi stringe la cinghia: in moneta contante, gi assessori portano a casa aumenti triennali. Il primo anno un incremento del 45 per cento; poi del 60 per cento per il secondo anno e infine del 90 per cento. Per i consiglieri comunali invece resta l'austerità: resta in vigore il taglio del 30 per cento votato all'inizio consiliatura.

La contestazione è forte. «I malpancisti rivela Angelo Tenneriello (Maddaloni Positivi) soffrono in silenzio e sono tutti appartenenti alla maggioranza». L'opposizione, numericamente molto risicata, infierisce. «Per manifesta inutilità e mancanza di efficacia annuncia Tenneriello abbandoniamo le commissioni consiliari. Sono stati approvati quasi 25 regolamenti. È stato svolto un grande lavoro boicottato dall'amministrazione. Ebbene, visto che tutto questo lavoro è inutile, rinunciamo ai 720 euro di emolumento mensile. Non è giusto spendere o sprecare il denaro dei contribuenti per nulla. Non viviamo di politica e non abbiamo bisogno dei gettoni di presenza». Sembra una provocazione, per amplificare i malesseri della maggioranza, creati dopo il rimpasto. Invece, è il prologo delle nuova guerra sui redditi. Già annunciata la richiesta di adeguamento dell'Anagrafe degli eletti, estesa ai nuovi assessori e ai nuovi consiglieri comunali. Preparata una nuova richiesta formale sulla esistenza di eventuali debiti con l'erario locale dei nuovi assessori. L'appuntamento è per settembre: pronto un lungo elenco di interrogazioni ad personam anche sulle condizioni patrimoniali dichiarate e l'esistenza di condizioni di conflitto di interesse.
 

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