Allarme brucellosi, allevatori campani
contro gli abbattimenti dei bufali

Venerdì 8 Ottobre 2021
Allarme brucellosi, allevatori campani contro gli abbattimenti dei bufali

Novanta giorni dopo la manifestazione di Casal di Principe, gli allevatori di bufale mediterranee del casertano sono tornati a protestare, con tanto di trattori, al Borgo Appio di Grazzanise, zona di allevamenti bufalini, sfilando poi con i propri mezzi lungo le strade dei comuni casertani vicini.

Come nella precedente manifestazione, anche oggi il motivo della protesta è stata la mancata applicazione delle norme europee e nazionali sull'eradicazione della brucellosi bufalina.

Gli allevatori hanno fatto sentire la loro voce anche contro l'applicazione del piano regionale campano, che ha comportato negli ultimi tre anni l'abbattimento di circa 40.000 capi con sospetta brucellosi, rivelatisi poi sani nel circa 90% dei casi; hanno quindi chiesto un incontro urgente con il sottosegretario di Stato con delega alle Filiere Agroalimentari del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

In strada hanno sfilato gli allevatori aderenti a Copagri, all'associazione Tutela dell'Allevamento della Bufala Mediterranea Italiana e all'associazione Lega Bufalina, sostenuti dall'associazione Amici della Bufala, nata pochi mesi fa proprio per sostenere le richieste degli operatori del settore.

Domenico Fenizia, presidente dell'associazione, afferma che «gli abbattimenti indiscriminati dei bufali di razza mediterranea italiana sospettati di aver contratto la brucellosi o la Tbc bovis, minacciano gravemente il livello di occupazione di un territorio, il casertano, nel quale viene prodotto oltre il 60% del latte e della mozzarella di Bufala Dop a livello nazionale».

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L'obiettivo degli allevatori, si legge in una nota, è spingere la Giunta regionale della Campania a decidere di abbandonare gli abbattimenti e «utilizzare invece i vaccini nella lotta contro la brucellosi dei bufali d'acqua del casertano, considerato che il tasso d'infezione è cresciuto in modo esponenziale dal 2016 ad oggi e a tutt'oggi continua a crescere».

Gli allevatori chiedono inoltre «il pieno rispetto delle procedure diagnostiche sia per la Brucellosi che per la TBC Bovis , così definite dall'OIE e dai Regolamenti UE, al fine di evitare di abbattere i bufali sani di razza mediterranea italiana del casertano e per chiudere una volta e per tutte l'esteso fenomeno dei falsi positivi».

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