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Brucellosi, sesto giorno di sciopero
della fame per gli allevatori

Lunedì 23 Maggio 2022
Brucellosi, sesto giorno di sciopero della fame per gli allevatori

Oltre 120mila bufale abbattute per un sospetto in virtù del principio di precauzione, senza che sia stato in alcun modo preso in considerazione l'altro principio del benessere animale. Così al sesto giorno di sciopero della fame, gli allevatori bufalini casertani riuniti nel coordinamento unitario si rivolgono direttamente al ministro della Salute Roberto Speranza, che qualche giorno fa in Parlamento ha affermato che le bufale positive alla brucellosi e alla tbc vanno abbattute senza se e senza ma.

«Su questo Speranza ha ragione, ma chi stabilisce chi sono gli animali positivi, visto che c'è un regolamento comunitario che parla di mettere insieme vari mezzi di prova e soprattutto di isolare l'agente patogeno per certificare la presenza della malattia e decidere di abbattere il capo, mentre in Campania accade il contrario, con animali abbattuti sulla base di un sospetto non verificato, che si scopre poi negativi da analisi post mortem» spiega nel corso di una conferenza stampa al centro don Milani di Casal di Principe, cuore della protesta, il portavoce del coordinamento Gianni Fabbris, promotore dello sciopero della fame che sta facendo di persona affiancato ogni 24 ore da un «compagno» diverso; ieri è stato Francesco Geremia, segretario generale di Cna (Confederazione nazionale artigianato) Campania Nord, oggi presente a fianco a Fabbris; da stasera sarà l'ex direttore del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop Antonio Lucisano ad affiancare Fabbris.

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«I dati che la Procura di Santa Maria Capua Vetere è riuscita ad ottenere dall'Asl - prosegue Fabbris - dicono che nel 2019 sono stati abbattuti per Tbc (tubercolosi) bufalina 10455 animali, e di questi solo 95 sono risultati positivi con analisi post mortem (obbligatorie per tutti i capi in caso di Tbc), nel 2020 invece, su 8187 abbattimenti solo 30 capi è stato isolato agente patogeno Tbc; per la brucellosi ci sono cifre simili. Da mesi ormai il Consiglio di Stato sta dando ragione agli allevatori bloccando gli abbattimenti, proprio perché richiede analisi più attendibili, e soprattutto richiede che vengano contemperati i due principi in gioco, quello di precauzione e il benessere animale. Peraltro il rischio per la salute umana non esiste - sottolinea Fabbris - visto che tali batteri muoiono quando il latte viene scaldato, per cui anche nella mozzarella di bufala dop non vi sono tracce di tali agenti patogeni».

Nei giorni scorsi è stato attivato uno sportello per gli allevatori coordinato dall'avvocato Francesco Di Tella, che parla di «numerosissime denunce arrivate, invieremo tutto in Procura». Uno dei casi denunciato riguarda un'azienda bufalina del Casertano che ha avuto ordine abbattimento per i suoi capi, ha fatto ricorso al Tar chiedendo di poter rifare le analisi; il Tar ha detto sì e ha inviato però i carabinieri del Nas, che hanno rifatto i test, che hanno dato esito negativo per metà di animali risultati positivi in precedenza. «Menomale - dice Fabbris - che quell'allevatore ha fatto ricorso, ma tanti non lo hanno fatto perché avevano chiesto all'Asl di rifare gli accertamenti ricevendo risposta negativa; e alla fine il focolaio si è allargato e i loro capi sono stati macellati». A Speranza viene chiesto di incontrare gli allevatori.

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