Brucellosi, Altragricoltura e Siaab:
«In difesa degli allevatori bufalini»

Martedì 9 Novembre 2021
Brucellosi, Altragricoltura e Siaab: «In difesa degli allevatori bufalini»

Si è tenuto ieri sera 8 novembre 2021 l'incontro congiunto di Altragricoltura e del Siaab (Sindacato agricoltori e allevatori bufalini) per fare il punto sullo stato delle iniziative della vertenza in difesa della bufala mediterranea.

Hanno partecipato, fra gli altri, Gianni Fabbris, Lino Martone e Giampiero Martone, tutti e tre sottoscrittori (a nome delle organizzazioni di cui sono dirigenti) dell'istanza di querela contro le responsabilità istituzionali accusate di compiere un grave attentato al patrimonio zootecnico ed economico campano a causa della mattanza di capi in seguito alla brucellosi bufalina.

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Al termine dell'incontro, Gianni Fabbris, Lino Martone e Giampiero Martone hanno rilasciato una dichiarazione: «Siamo indignati e fortemente insospettiti, di fronte alla pubblicazione di ricostruzioni giornalistiche, secondo le quali allevatori bufalini avrebbero messo in atto un attentato contro l’abitazione di proprietà del veterinario Marcello Di Franco, nel comune di San Gregorio Matese.  Denunciamo con forza qualsiasi azione criminale per qualsiasi motivo sia messa in campo ma nel contempo denunciamo qualsiasi tentativo di accostare episodi criminali alla battaglia che gli allevatori legittimamente stanno conducendo. Riteniamo inaccettabile che, in maniera approssimativa e strumentale, la critica politica e le azioni giudiziarie intraprese dagli allevatori, possano essere considerate di ostacolo alla salvaguardia del patrimonio pubblico della bufala e addirittura, associate ad oscuri interessi economici o, cosa ancor più grave, ad episodi criminali. Al contrario, siamo sempre più convinti che quella critica sia utile e indispensabile a tutelare gli interessi dei cittadini, del territorio, di tutto il comparto sempre più esposto ad azioni speculative (quelle si, sempre meno oscure)».

«Gli allevatori campani rivendicano la legittimità delle proprie battaglie politiche, amministrative e giudiziarie e respingono qualsiasi tentativo di strumentalizzazione rispetto ad episodi la cui natura dolosa, peraltro, deve essere ancora accettata. Piuttosto ci chiediamo se l'accostamento di quest'episodio all'attività del dottor Marcello Di Franco non sia, nei fatti, funzionale a sviare l'attenzione dell'opinione pubblica e della magistratura sulle responsabilità reali che stanno colpendo il comparto bufalino e tutta la comunità».

 

«In relazione all'inchiesta Giudiziaria, di cui in premessa, n° 7524/2021, condotta dalla Magistratura di Santa Maria Capua Vetere, che ha già obbligato i responsabili del servizio ASL Caserta a fornire tutte le informazioni tecniche e quantitative, non si può escludere il sospetto che il clamore per questo episodio  possa essere funzionale proprio a sviare l'attenzione dalle indagini e dai giudizi sulle responsabilità.

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L'intero movimento nazionale impegnato a tutelare gli interessi dei produttori e dei cittadini in nome della giustizia economica e sociale e della sovranità alimentare, nel chiamare tutti e tutte all'impegno ed alla vigilanza, rifiutando ogni provocazione ed esprimendo la distanza da qualsiasi azione violenta e criminale per qualsiasi motivo sia stata messa in atto, ribadisce il sostegno alle ragioni della vertenza in difesa del comparto bufalino e il diritto di critica alle scelte sbagliate anche istituzionali che si stanno mettendo in campo come quella irresponsabile che sta portando alla inutile mattanza degli animali mettendo in ginocchio gli allevatori e i trasformatori artigianali.
Tramite il nostro avvocato Vincenzo Scolastico, invitiamo la magistratura a verificare la credibilità dei fatti con cui si è ritenuto di accusare gli allevatori».

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