Caccia ai complici a Tenerife
del pedofilo-regista campano

Sabato 3 Agosto 2019 di Mary Liguori
Il vaso di Pandora si è scoperchiato quando, il 18 maggio del 2018, Nicola Fiorillo si è presentato dai carabinieri sanguinante e urlando che qualcuno lo voleva uccidere. Poco dopo, però, i militari scoprirono che si era ferito da solo e che, per arrivare in caserma, aveva sequestrato un tassista e lo aveva costretto ad accompagnarlo dai carabinieri sotto la minaccia di una pistola. Fiorillo fu arrestato per il sequestro e per l'arma, ma i carabinieri scoprirono anche che la persona che voleva ucciderlo era il patrigno di una delle sue vittime. L'uomo aveva appreso dal figliastro, sedicenne, che Fiorillo lo pagava per avere rapporti sessuali con lui e che, quando il ragazzo aveva interrotto i loro incontri, lo aveva minacciato di divulgare in rete un video in cui aveva di nascosto registrato i loro amplessi.

 
IL REVENGE PORN
Un ricatto subdolo, oggi configurabile nel perimetro del reato di revenge porn, rispetto al quale anche la vittima è stata interrogata. Fiorillo, si è poi scoperto, registrava gli incontri hard con minori consenzienti che pagava con dosi di cocaina o soldi, usando una go pro nascosta in camera sua. Lo ha fatto anche con le altre vittime e avrebbe continuato a farlo se il padre di uno di loro non lo avesse affrontato inducendolo a commettere un passo falso che ha poi aperto un mondo. Uno squallido mondo popolato di ragazzini usati e poi ricattati. Da quel momento, da quando Fiorillo si presentò in caserma in lacrime e sostenendo di essere stato quasi ucciso, iniziarono le indagini che hanno portato alla scoperta di oltre 4mila file di natura pedopornografica nel pc di Fiorillo e ai 40 filmati che lo ritraggono in comportamenti intimi con decine di minorenni del suo paese. Da due giorni, il 48enne è in carcere a Tenerife dov'era fuggito quando, condannato per la storia del sequestro del tassista, ottenne la scarcerazione. La polizia spagnola lo ha bloccato mentre si preparava a prendere un volo per il Brasile dove aveva programmato di rifarsi una vita. Le procedure per l'estradizione sono già iniziate.

CACCIA AGLI ALTRI PEDOFILI
Ma mentre si attivano i canali diplomatici per il rimpatrio del fuggitivo, continuano le indagini. La Procura di Napoli sta facendo analizzare le migliaia di file trovati sul pc dell'indagato per identificare le vittime minorenni che compaiono nei video e nelle foto, ma soprattutto per scovare gli uomini di mezza età che compaiono nei video. Le indagini, in capo al pool reati sessuali diretto dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, sono affidate ai carabinieri della compagnia di Aversa, agli ordini del maggiore Terry Catalano, coordinati dal sostituto procuratore Cristina Curatoli. Le verifiche informatiche sono finalizzate anche a chiarire la provenienza e la destinazione delle migliaia di file in cui compaiono soggetti non ancora identificati. I video girati da Fiorilli in casa sua non sono stati messi in rete, almeno secondo quanto emerso finora, ma utilizzati per ricattare i minorenni. Altra storia, invece, le immagini in cui compaiono sconosciuti, la cui storia è tutta da ricostruire. Le immagini a contenuto pedopornografico potrebbero essere state scaricate da internet, acquistate su deepweb, ma viste le tendenze da «regista» di Fiorillo, che autoproduceva i filmini hard con se stesso protagonista, non si può escludere che possa averli girati dopo essersi accordato con altri pedofili. Il lavoro d'indagine punta a chiarire anche questo aspetto, benché sia molto difficile, anche per gli esperti, districarsi nella matassa del web dove spesso, le condivisioni continue e l'accesso da indirizzi ip non rintracciabili, rendono impossibile risalire al primo divulgatore di materiale pedopornografico. A ogni modo, quando Fiorillo sarà in Italia, dove la Procura di Napoli intende processarlo per atti sessuali con minore e detenzione di materiale pedopornografico, potrebbe decidere di collaborare per alleggerire la sua posizione e fornire informazioni utili alle indagini. Ipotesi, niente di più. Al momento Fiorillo è in carcere, a Tenerife, e non ha ancora parlato con i magistrati italiani. © RIPRODUZIONE RISERVATA