Caccia ai complici a Tenerife
del pedofilo-regista campano

di Mary Liguori

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Il vaso di Pandora si è scoperchiato quando, il 18 maggio del 2018, Nicola Fiorillo si è presentato dai carabinieri sanguinante e urlando che qualcuno lo voleva uccidere. Poco dopo, però, i militari scoprirono che si era ferito da solo e che, per arrivare in caserma, aveva sequestrato un tassista e lo aveva costretto ad accompagnarlo dai carabinieri sotto la minaccia di una pistola. Fiorillo fu arrestato per il sequestro e per l'arma, ma i carabinieri scoprirono anche che la persona che voleva ucciderlo era il patrigno di una delle sue vittime. L'uomo aveva appreso dal figliastro, sedicenne, che Fiorillo lo pagava per avere rapporti sessuali con lui e che, quando il ragazzo aveva interrotto i loro incontri, lo aveva minacciato di divulgare in rete un video in cui aveva di nascosto registrato i loro amplessi.

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Sabato 3 Agosto 2019, 11:07
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