Tangenti per parcheggio a Caserta, chieste
3 condanne e 4 rinvii per la cosca di Zagaria

Martedì 11 Gennaio 2022
Zagaria

Tre condanne e quattro rinvii a giudizio sono state richiesti dalla dda di Napoli nell'udienza preliminare in corso al tribunale partenopeo in relazione alle presunte infiltrazioni del clan dei Casalesi, in particolare della cosca guidata da Michele Zagaria, nei lavori di realizzazione del parcheggio interrato di via San Carlo a Caserta.

Il pm anticamorra Fabrizio Vanorio - all'indagine partecipò anche l'allora sostituto Alessandro D'Alessio, oggi procuratore - ha chiesto in particolare cinque anni di carcere per Raffaela Passarelli e Vincenzo Sagliocchi, e quattro anni per il promotore finanziario irpino Emilio Bilotta; i primi due sono rispettivamente la moglie e il figlio dell'imprenditore edile Michele Patrizio Sagliocchi, figura centrale dell'inchiesta che risponde di concorso esterno in associazione mafiosa perché ritenuto vicino a Michele Zagaria, e di reati di corruzione.

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Sagliocchi, a differenza dei due stretti congiunti, non ha però scelto l'abbreviato, e per lui il pm Vanorio ha chiesto il rinvio a giudizio, così come per il boss Michele Zagaria e gli altri due imputati Teresa Capaldo e Fabio Fontana. Tra gli imputati anche l'architetto Carmine Domenico Nocera e l'attuale dirigente del Comune di Caserta Franco Biondi: entrambi però, causa Covid, risultati assenti all'udienza, e la loro posizione è stata stralciata. Si tornerà in aula il 14 marzo prossimo, quando il gup deciderà sulle richieste di condanna e di rinvio a giudizio avanzate dalla Procura, mentre per Biondi e Nocera ci sarà una richiesta di processo.

Per l'accusa, l'imprenditore Sagliocchi avrebbe pagato tangenti per 200mila euro per poter realizzare il parcheggio, attualmente funzionante; soldi che sarebbero andati ad architetti e funzionari. In una prima fase dell'indagine fu coinvolto anche l'ex assessore all'urbanistica del Comune di Caserta Giuseppe Greco, la cui posizione è stata archiviata essendo maturati i termini per la prescrizione dei reati che gli sono stati contestati. Nello staff di avvocati difensori compaiono Giuseppe Stellato, Michele Di Fraia, Ferdinando Letizia, Paolo Di Furia, Alfonso Quarto.

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