Cantarella, il risanamento
della discarica a passo di lumaca

Martedì 11 Febbraio 2020 di Marilù Musto
Un carrettino carico di cicorie sale sul monte Petino a Mondragone: al volante c'è un anziano che porta a casa i prodotti dell'orto a un passo dalla ex discarica Cantarella, un invaso che ha ingoiato quintali di immondizia indifferenziata negli anni 2000. Poco più avanti, i cartelli indicano che l'inferno dei rifiuti intombati nella città di Mondragone è vicino. Ed eccola la discarica Cantarella, la conca dei rifiuti ricoperta di milioni: tre, per la precisione. Perché tre sono i milioni di euro che la Regione Campania ha stanziato per scavare, portare a galla ciò che fu sotterrato venti anni fa e spedire tutto in discarica.

Ma dove? A San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino. Questo, almeno, è ciò che emerge dallo Stato di avanzamento dei lavori depositato a fine gennaio in Comune. Per ora, i fondi spesi si aggirano intorno agli 800mila euro: 364.990,00 prelevati il 29 gennaio scorso, e altri 401.489,00 per l'impegno Ced. Tutto, nelle tasche della «Sirio Ambiente & Consulting Srl» con sede legale a Roma, la società che si è aggiudicata l'appalto per la bonifica della discarica più pericolosa della zona. C'è, però, un dato: la «Sirio» non è riuscita a contenere i tempi. Il cantiere, infatti, doveva essere chiuso entro fine ottobre, ma ad oggi gli operai sono in azione. Una settimana fa c'è stato l'avanzamento dei lavori a firma dell'ingegnere Michele Falco, che non è certo uno sconosciuto. Oltre ad essere il direttore dei lavori, Falco è anche un politico. È, infatti, l'ex vicesindaco di Parete, comune retto da Gino Pellegrino, l'imprenditore che su Mondragone ha investito molti milione creando Foof, il museo del cane, vanto per la cittadina. Da qualche mese, Michele Falco - figlio d'arte del padre Salvatore, più volte candidato a Parete - è un giovane consigliere comunale con delega ai Lavori Pubblici. Oltre, ovviamente, ad essere il direttore dei lavori per lo svuotamento della Cantarella.
 

Coincidenze. La supervisione del tutto è affidata al responsabile dell'area del Comune, Salvatore Catanzaro. Intanto, ogni mattina, le pale meccaniche sono al lavoro; poi, nel pomeriggio, si spengono i motori e si ricomincia la mattina successiva. «Ce la stiamo quasi facendo», dice un operatore con mascherine che scende dalla montagna di sacchetti per evitare che i giornalisti entrino nel sito. Intorno, il silenzio. Come quello sul groviglio di società che compaiono sui documenti. Sulla bolla di consegna dei rifiuti di Mondragone giunti a San Martino, infatti, si legge che i mezzi fanno parte di una società che si chiama «SanGermano srl» di Cellole. L'intermediaria è un'altra società: la «Evergreen» di Modena. E i rifiuti? Come vengono catalogati? «Solido non pulverulento». Che, letteralmente, significa «non impolverato». Anche se sono lì da 20 anni, circa. Ma tant'è.

Intanto, nel centro e nella periferia di Mondragone, la città sprofonda nell'emergenza rifiuti. L'ennesima. Che formerà, probabilmente, un'altra discarica, questa volta per strada, fra la gente. A un passo da un mare stupendo e violato. Ultimo aggiornamento: 16:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA