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Capua, si va al ballottaggio
con la sfida Villani-Brogna

Martedì 14 Giugno 2022 di Luigi Di Lauro
Capua, si va al ballottaggio con la sfida Villani-Brogna

Si torna alle urne domenica 26 giugno per il turno di ballottaggio, solo allora si conoscerà l'ottantunesimo sindaco della città di Capua. Si contenderanno la fascia tricolore Adolfo Villani, che ha ottenuto 3.100 voti, pari al 34,5 %, sostenuto da una coalizione progressista: Pd, M5s e tre movimenti civici, e Fernando Brogna, che ha ottenuto 2.294 voti pari al 25,6%, sostenuto da cinque liste civiche nelle quali sono confluiti candidati provenienti da esperienze politiche diverse, infatti, ci sono aspiranti al consiglio comunale che provengono dal centro, dalla sinistra e dalla destra politica. Una scelta motivata dallo stesso Brogna, a capo di una coalizione - così come dichiarato - nata per sostenere, sviluppare e rendere operativi progetti finalizzati alla risoluzione delle ben note problematiche della città.

Per quanto riguarda le percentuali dei votanti, c'è stata una flessione di quasi cinque punti rispetto alle amministrative del 2019, che fecero registrare il 68,39%. Il dato di domenica si è attestato al 63,48%. Già dalle proiezioni intermedie si era avuto il sentore di un calo, la prima, a mezzogiorno, con il 16,97%, alle 19, il 43,56%. Ciononostante, le lunghe file di votanti, ben visibili anche all'esterno dei seggi elettorali, aveva creato false illusioni rispetto al dato finale. Ora si dovranno verificare le preferenze per i singoli candidati, elemento che darà sicuramente una lettura più chiara per i consensi attribuiti agli aspiranti consiglieri con quelli alla carica di sindaco, rispetto alle liste. Ottima affermazione per Carmela Del Basso, con 1.917 voti, pari al 21,4% %, che, però, non è riuscita nell'intento di diventare la prima donna sindaco di Capua. La sua era una coalizione formata per lo più da giovani e con il maggior numero di donne. Cinque le liste che la sostenevano. Infine, modesta ma da non sottovalutare la posizione di Paolo Romano, con 1.666. voti, pari al 18,6%, che potrebbe rilevarsi determinante proprio per Fernando Brogna nella fase di ballottaggio. In pratica, ora, sul tavolo delle trattative ci saranno gli eventuali apparentamenti. Il centrosinistra, e più in generale l'area progressista, registra un consenso che riconferma le aspettative dei cittadini deposte in Adolfo Villani, che ha fatto leva sulle riconosciute esperienze del passato, è stato sindaco di Capua nel 1995, per due volte consigliere regionale e vice presidente della Provincia, ed ha basato la campagna elettorale sulla disamina dei problemi che bloccano lo sviluppo della città, proiettando Capua in un contesto più ampio e riconosciuto nella così detta area metropolitana.

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Si è definito operaio della politica Adolfo Villani. «Ad inizio aprile tutti davano il centrosinistra per spacciato. Si profilava una frammentazione clamorosa del quadro politico cittadino, che avrebbe aggravato quella deriva personalistica che ha annullato la politica negli ultimi vent'anni, producendo un degrado dell'apparato burocratico, dei servizi, dello stato complessivo della città. Solo allora - ha aggiunto Villani - ho deciso di scendere in campo per provare a ricostruire una prospettiva credibile di cui ha bisogno una città che non può salvarsi da sola, ma deve tornare a guardare al territorio di Terra di Lavoro e riproporsi come la sua anima politica. Sono perciò contento del risultato, l'alleanza progressista e il nuovo centrosinistra sono la prima forza della città». Si analizza il voto e si studiano strategie nel comitato elettorale di Fernando Brogna. «Il risultato delle elezioni palesa la bocciatura del centrosinistra - afferma Brogna - avevano immaginato una vittoria al primo turno, invece è una partita tutta aperta. I cittadini hanno chiaramente ritenuto fallimentare la politica della sinistra, i cui risultati per la città sono stati zero. Abbiamo condotto una campagna elettorale chiara, onesta, evidenziando le enormi contraddizioni della politica del centrosinistra, che negli ultimi cinque anni ha rappresentato il nulla amministrativo».
 

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