Carcere Santa Maria, protesta degli agenti:
«Non siamo né picchiatori né torturatori»

Venerdì 19 Giugno 2020

Oltre un centinaio tra agenti della polizia penitenziaria e sindacalisti di sei sigle - Osapp, Uspp, Cnpp, Sinappe, Uil-Pa, Fns-Cisl - hanno manifestato all'esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere per chiedere che il corpo venga trattato con «dignità pari a quelle delle altre forze dell'ordine», e non subisca più «mortificazioni» come quella di giovedì 11 giugno, quando i carabinieri notificarono gli avvisi di garanzia agli agenti per presunte violenze commesse ai danni di detenuti, ma con modalità ritenute eccessivamente «spettacolari»; i militari infatti si appostarono davanti al carcere, di fronte ai familiari dei detenuti, con lo scopo di individuare alcuni agenti che montavano in servizio, e a cui dovevano notificare gli atti giudiziari, suscitando protesta e indignazione tra i poliziotti, che si sentirono, e si sentono ancora oggi, delegittimati, soprattutto agli occhi dei detenuti con cui sono quotidianamente in contatto.

«Non siamo né picchiatori né torturatori, ma garantiamo, e lo facciamo nell'esclusivo interesse dei cittadini, la sicurezza nelle carceri italiane», dice Ciro Auricchio, segretario regionale dell'Uspp, con un chiaro riferimento al reato di tortura contestato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ai 57 agenti. «Come poliziotti ci sentiamo abbandonati; abbiamo assistito alle passerelle fatte dai politici e dai vertici della nostra amministrazione, ma nulla è cambiato. Ci sono 100 colleghi in malattia, gli uomini del Gom inviati dal Dap non svolgono le nostre mansioni, ma comunque la loro presenza ci tranquillizza», afferma Gaetano Napoleone, sindacalista dell'Uspp e agente al carcere di Santa Maria Capua Vetere «Pretendiamo che il sistema carceri venga profondamente rinnovato» dice il segretario generale del Sinappe Roberto Santini, mentre il suo omologo regionale Pasquale Gallo grida «siamo tutti Santa Maria Capua Vetere». L'Osapp, presente con il segretario generale Pasquale Montesano e il regionale Vincenzo Palmieri, ribadisce la richiesta di dimissioni per il ministro della Giustizia Bonafede. Alla manifestazione era presente, in segno di solidarietà agli agenti, anche una piccola delegazione dell'associazione nazionale guardie giurate particolari, guidata dal presidente nazionale Giuseppe Alviti.

Ultimo aggiornamento: 18:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA