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Casalesi, 11 arresti oggi: il ruolo di Orsi
dominus dai rifiuti agli appalti del Cira

Martedì 26 Aprile 2022 di Marilù Musto
Sergio Orsi in una foto del 2009

Recentemente assolto da alcune accuse di camorra, ma con una condanna alle spalle per associazione mafiosa, è tornato al centro di un'inchiesta della procura Antimafia: è Sergio Orsi, ex dominus dell'azienda Eco4 che gettò l'ex deputato Nicola Cosentino nei guai nel 2009. Oggi è il destinatario di un'ordine di arresto. L'indagine ruota intorno ai tentacoli del clan dei Casalesi sulle gare di appalto indette dal Cira (Centro italiano di ricerche aerospaziali), società consortile per azioni a maggioranza pubblica con sede a Capua (Caserta), organismo di ricerca di rilievo internazionale del settore aeronautico e aerospaziale. Fra gli indagati spuntano anche Amedeo Grassia e Francesco Pirozzi (geometra dell'ufficio tecnico del Cira) di Trentola Ducenta. Questo è emerso dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell'ambito delle quali questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo di Aversa hanno eseguito un'ordinanza cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti di 11 persone, tutte ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti, aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi. Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal gip di Napoli figurano funzionari del Cira, il noto imprenditore Sergio Orsi, 65 anni, già coinvolto in altre indagini su appalti e rifiuti nel periodo fra il 2000 e il 2008, suo figlio Adolfo Orsi con Fabio Oreste Luongo, 44 anni, ritenuto dal gip «gravemente indiziato di partecipazione al clan dei Casalesi, con il ruolo di imprenditore colluso col sodalizio camorristico». 

Una saga che non ha mai fine, quella degli Orsi, imprenditori di Casal di Principe venuti a galla come impresari della raccolta rifiuti come contraltare ai Ferraro. Nel 2008 uno dei due fratelli, Michele Orsi, fu ucciso dai sicari di Giuseppe Setola (ex latitante del clan che in 9 mesi di fuga mise a segno 18 omicidi). Entrato nel sistema di protezione garantito dal ministero dell'Interno, Sergio Orsi dopo qualche anno rifiutò la protezione e tornò a fare affari. Un mese fa, circa, dopo quattro anni di udienze, ne è uscito a testa alta (con il figlio Adolfo) con la maggior parte dei reati prescritti. Con lui erano imputati anche Enzo Papa e Antonio Mone. Altri, come l’estorsione, erano stati derubricati in reati minori e, quindi, non si è poi proceduto. 

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Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 22:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA