«Decreto Bonafede illegittimo»,
Zagaria non torna in carcere

Tuesday 9 June 2020 di ​Mary Liguori

I giudici della sorveglianza di Sassari lasciano Pasquale Zagaria ai domiciliari in provincia di Brescia. È la decisione che segue la revisione imposta dal decreto Bonafede emesso dopo la scarcerazione di alcuni ergastolani e detenuti al 41 bis per l’emergenza Covid. E proprio sul decreto del maggio scorso, il tribunale di Sorveglianza di Sassari (presidente Ida Aurelia Soro), in accoglimento delle deduzioni degli avvocati Andrea Imperato, Angelo Raucci e Lisa Vaira, ritiene penda una questione di illegittimità costituzionale in merito, da un lato, ai diritti alla salute e a non subire trattamenti inumani, dall'altro in relazione all'autonomia e all'indipendenza della magistratura. Il tribunale, si evince dalle 25 pagine del dispositivo emesso stamane, ritiene che il decreto tenda a estrinsecare una illegittima inferenza del potere esecutivo su quello giudiziario. Per queste motivazioni, il tribunale ha trasmesso gli atti relativi al caso Zagaria alla Corte Costituzionale.

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Il fratello del capoclan dei Casalesi, 60 anni, era al 41 bis per una condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione, e fu rilasciato ad aprile in virtù dello stato di salute a seguito della mancata risposta del Dap ai giudici di sorveglianza che avevano chiesto al Dipartimento di indicare  un istituto alternativo a quello di Sassari (dove non fa possibile somministrargli le terapie in sicurezza) in cui il detenuto potesse continuare a essere curato per la patologia oncologica da cui è affetto. Dopo la concessione dei domiciliari (disposta solo per cinque mesi) in provincia di Brescia, si sono scatenate feroci polemiche e addirittura c’è stato un cambio del vertice al Dap.
 

Ultimo aggiornamento: 10 June, 08:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA