Caserta, questione rifiuti: Ecocar
in agitazione, vertice in Prefettura

Sabato 15 Febbraio 2020 di Daniela Volpecina

Raccolta rifiuti a Caserta, operatori di nuovo in stato di agitazione. C'è allarme tra i dipendenti della Ecocar Ambiente all'indomani dell'annuncio della società di voler abbandonare l'incarico entro il 29 febbraio. Una decisione innescata dai rapporti di lavoro sempre più precari con il Comune di Caserta per il quale il consorzio opera in regime di proroga ormai da due anni, da quando cioè è scaduto l'appalto quinquennale che si era aggiudicato nel 2013.
In una riunione con le rappresentanze sindacali i vertici dell'azienda hanno palesato la volontà di interrompere la collaborazione con l'Ente anche a fronte di una serie di sanzioni comminate dall'amministrazione comunale che nel 2019 hanno superato l'importo di circa un milione di euro.

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Penalità motivate da disservizi e carenze registrate nell'espletamento dell'attività di pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti. Disservizi che lo stesso consorzio giudica inevitabili alla luce «dell'attuale situazione di estrema sofferenza economica e finanziaria generata da una proroga di due anni che sembra non avere un termine di scadenza e che impedisce di fatto di effettuare i necessari investimenti, divenuti ormai indifferibili, di pagare i fornitori, di rinnovare il parco automezzi e non solo». Da qui la reazione degli operatori che hanno immediatamente scritto al prefetto, Raffaele Ruberto e per conoscenza al sindaco Carlo Marino e alla Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali per segnalare l'attivazione della seconda fase della procedura di raffreddamento, ai sensi della legge 146 del 1990, e sollecitare un tavolo di confronto. Sotto i riflettori le criticità economico-finanziarie denunciate da Ecocar, i reiterati ritardi nel pagamento degli stipendi e nell'erogazione dei ticket mensa. Ma non solo. «I contrasti sempre più accentuati tra l'azienda e il Comune si legge nella nota inviata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl si riflettono negativamente sulle condizioni di lavoro, esponendo i dipendenti a perduranti e gravose difficoltà. Inoltre la decisione di Ecocar di avviare la procedura che porterebbe all'interruzione forzata della gestione dell'appalto a partire dal prossimo 1 marzo ha generato una situazione di incertezza».
«Lo sciopero - fanno notare dunque le sigle sindacali - è solo rinviato ed è subordinato al buon esito del tentativo di conciliazione che speriamo possa essere messo in campo dalla massima autorità del Governo sul territorio». Nel frattempo la Ecocar si è impegnata «a riconoscere ai lavoratori le spettanze del mese di gennaio e i ticket mensa».
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