Il figlio del killer di don Diana
arrestato dopo uno scippo

Martedì 20 Agosto 2019 di Marilù Musto
Adocchia la preda, ha solo 14 anni. Passeggia nei pressi della Basilica Minore Maria Santissima Incaldana di Mondragone con una borsetta in spalla. Doveva essere un furto semplice per lui, scippatore seriale. Parte alla guida della sua auto, non scende neanche e strappa la borsetta alla ragazza. Almeno sembra. Si accorge presto che non è così. La ragazzina tiene stretta la sua borsa, poi la molla ma il manico s'incastra nella portiera e lei viene trascinata per oltre trenta metri sull'asfalto dallo scippatore. Le gambe della ragazza diventano rosse, si aprono le ferite lungo gli arti inferiori mentre la vettura prosegue la sua folle corsa lungo via Vittorio Emanuele fino all'ingresso di Piazza Umberto Primo. Si è poi scoperto che lo scippatore era il figlio di un ergastolano condannato per il delitto di don Peppe Diana.
 
Tornando ai fatti: qualcuno davanti a un bar nota la scena e urla, interviene e si posiziona davanti alla vettura, un'Alfa 147 grigia. Per lo scippatore è la fine. La ragazzina è ferita e chiede aiuto, mentre lui, il delinquente, viene scaraventato fuori dalla vettura dai cittadini inorriditi da tanta violenza e dagli agenti della polizia municipale del posto. Fin qui potrebbe sembrare la cronaca di uno scippo qualunque, ma non è così. Lui viene consegnato nelle mani dei caschi bianchi e arrestato. La ragazzina è subito trasportata in ospedale in prognosi riservata. Poi, si scopre che lo scippatore, Antonio Santoro, 26 anni di San Marcellino, ha due precedenti penali per reati specifici alle spalle: uno scippo ad Aversa con le stesse modalità nei confronti di una donna ferma al semaforo e l'accusa di una rapina in Toscana. Sul suo capo penderebbe anche un'indagine per resistenza a pubblico ufficiale. In effetti, era già noto alle forze dell'ordine, pare, per aver tentato qualche anno fa di investire alcuni carabinieri che tentavano di fermarlo.

Ma scavando a ritroso nella sua generazione, si scopre anche che è il figlio di Mario Santoro, condannato all'ergastolo per l'omicidio di don Giuseppe Diana nel 1994. In carcere dal 1995, il padre avrebbe avuto il ruolo di autista di fiducia del killer del parroco, Giuseppe Quadrano, assassino poi pentito. Ed è subito polemica. Non certo per la parentela, ma per una domanda che tutti si sono fatti: perché il ventiseienne era libero se ha dei precedenti per lo stesso reato? Scarcerato in attesa di giudizio, avrebbe ricominciato ad acquistare sostanze proibite. E infatti, perquisito dagli agenti della municipale di Mondragone domenica sera, sarebbe stato trovato in possesso di alcuni grammi di droga. Da domenica - giorno dello scippo - è rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. È difeso dall'avvocato Carlo De Stavola. Il giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere non ha ancora convalidato l'arresto, deciderà entro oggi. Pesanti i reati contestati: furto con strappo e lesioni personali. La ragazza di 14 anni che ha subito lesioni agli arti superiori e numerose abrasioni sul corpo a causa del trascinamento è stata ricoverata per tre giorni nella clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Il ventiseienne è detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Intanto, le condizioni della quattordicenne scippata sono migliorate e ieri è stata dimessa dall'ospedale. A darne notizia è stato un familiare sul social network Facebook che ha pubblicato alcune foto. Restano le ferite ancora da rimarginare e il ricordo di una tragedia sfiorata che si poteva evitare. Ultimo aggiornamento: 20:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA