Caserta, assaltano banca e fuggono
senza soldi e senza motivo: è giallo

di Mary Liguori

  • 88
L’allarme è scattato solo al mattino quando una guardia giurata si è accorta che uno dei vetri dell’ingresso principale della banca era rotto. Pochi minuti e, davanti alla filiale di Caserta della banca del sud, sono confluite le pattuglie delle compagnie dei carabinieri di Caserta e Casagiove, una volante della polizia. Uno spiegamento di forze direttamente proporzionale all’sos lanciato dal vigilantes secondo il quale i banditi erano ancora dentro l’istituto di credito. Il sopralluogo e la ricognizione successiva hanno smentito la sua ipotesi. I ladri che hanno tentato il colpo grosso nella notte erano fuggiti. Per fortuna senza bottino, visto che il loro assalto si è fermato alle vetrate peraltro senza che il sistema di l’allarme della banca si azionasse. 
 
Sul caso, dopo il primo spiegamento di forze dell’ordine, lavorano gli agenti di polizia della squadra volanti della questura di Caserta. Fondamentale saranno gli esiti dei sopralluoghi della polizia Scientifica che ha eseguito i rilievi sia sul vetro rotto che sul bancomat. Durante il mese di agosto ci sono stati diversi furti in città, ma in numero ridotto rispetto alla media dello stesso periodo dell’anno scorso. Prima di ieri, c’è stato un furto ai danni di una tabaccheria di San Leucio: i ladri hanno scardinato il distributore automatico. È escluso, in ogni caso, che ad agire siano stati gli stessi banditi dal momento che un conto è rubare in un sali e tabacchi di una zona isolata, un altro è cercare di mettere in atto l’assalto a una banca Che, per giunta, si trova in pieno centro.
 
Ma perché il sistema di allarme della banca non è entrato in funzione nonostante uno dei vetri sia stato praticamente distrutto? E se l’antifurto non è scattato, e quindi né le guardie giurate né le forze dell’ordine hanno saputo del raid in corso, perché i ladri hanno rinunciato al colpo? Due incognite sulle quali stanno cercando di far luce gli investigatori. Diverse le ipotesi per la défaillance del sistema di sicurezza. Si va dal guasto dell’impianto all’ipotesi, a un black out provocato dai banditi, fino alla remota ma possibile eventualità dell’esistenza di un gancio «interno», ossia di qualcuno che lavora indirettamente per la banca o che si occupa di sicurezza che potrebbe aver aiutato i banditi. Sta di fatto che, come detto, dall’istituto di credito non è stato portato via un centesimo per cui qualcosa non è andato come nei piani dei ladri. Di certo c’è che solo al mattino ci si è resi conto del tentativo di furto e ora anche l’impianto di videosorveglianza della filiale gioca un ruolo cruciale per identificare i banditi e quindi risalire alla loro, per ora ipotetica, talpa. 
 
Al vaglio degli investigatori non c’è solo l’impianto di videosorveglianza dell’istituto di credito preso di mira, ma anche i video registrati da alcuni esercizi commerciali della zona. Che, sospettano gli agenti, potrebbero aver ripreso i banditi in arrivo o durante la fuga. E magari comprendere perché, sebbene l’impianto di sicurezza dell’istituto di credito non si sia attivato, abbiano rinunciato al colpo. 
 
Venerdì 6 Settembre 2019, 06:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP