Caserta, l'ira degli autisti dei bus
«Vie e terminal un disastro»

Lunedì 8 Febbraio 2021 di Enzo Mulieri
Caserta, l'ira degli autisti dei bus «Vie e terminal un disastro»


Oggi si ferma il comparto del trasporto pubblico su gomma per lo sciopero nazionale indetto dai sindacati aderenti a Cgil Cisl e Uil in mancanza del rinnovo del contratto di lavoro. Disagi per l'utenza si prevedono anche a Caserta dove operano ben 22 aziende private (quella pubblica, Ctp, si ritrova in concordato preventivo), forte si preannuncia la protesta di circa 1000 addetti che rivendicano un diritto tanto giusto quanto datato (l' ultimo contratto è stato sottoscritto nel lontano dicembre 2017).

Saranno 4 le ore di astensione dal lavoro che verranno effettuate a partire dalle ore 9, nell'occasione gli autoferrotranvieri intenderanno sollecitare misure più incentivanti per la categoria, a parte quelle salariali, a fronte di criticità che investono l'intero apparato sociale e produttivo del territorio.

Lo hanno rappresentato ieri l'altro in un documento le segreterie provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a firma di Angelo Lustro, Pasquale Federico ed Enzo Sperlongano. «Nella provincia e nella stessa città capoluogo- così scrivono- la situazione della mobilità si presenta in tutta la sua drammaticità, in particolar modo nella zona dell'Agro aversano dove diventa complicato assicurare un servizio efficiente da parte della Ctp, da poco sottoposta alla procedura del concordato preventivo. Manca un piano provinciale della mobilità: basti vedere la sola città di Caserta dove mancano corsie preferenziali per i mezzi pubblici, così come manca il Teminal bus che pure potrebbe nascere nella zona adiacente la stazione ferroviaria. Vi sono aree quali quella dell'ex Canapificio e dello Scalo merci che potrebbero essere utilizzate, si potrebbe creare in loco un sistema di mobilità integrato e intermodale tra i diversi vettori. Invece assistiamo allo scempio dei bus parcheggiati a viale Ellittico e di fronte alla Reggia vanvitelliana, con un restringimento della strada insostenibile ai fini del passaggio delle auto». Di qui, la richiesta delle tre sigle di un riassetto dell'intero settore. «Ogni stazione ferroviaria che si rispetti- conclude il documento- come Cancello, Aversa, Villa Literno e altre ancora, grazie agli ampi scali merci dismessi, si presta positivamente a un sistema di intermodalità su gomma-ferro, ma la miopia politica e la mancanza anche di interesse per la mobilità dei cittadini rende inutile ogni proposta delle parti sociali».

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Tempi duri, insomma, per il trasporto pubblico. Ed è proprio per porre riparo ad un'emergenza di tale gravità, con una riduzione del numero dei viaggiatori del 50%, che si è pensato di correre ai ripari almeno a beneficio della comunità scolastica. Su input delle istituzioni, Regione e Prefettura, è stata consentita la gestione di servizi aggiuntivi di Tpl per ogni singola provincia, attraverso un sistema di sussidiarietà cui partecipano di comune accordo sia le grandi aziende di trasporto sia le ditte di minori dimensione denominate Ncc, titolari di noleggio. «In pratica- spiega il sindacalista Sperlongano- già dalla scorsa settimana è capitato di vedere autobus di importanti società, come Atc che beneficiano della scorta suppletiva di un altro gestore Ncc. Tutto questo avviene attraverso un meccanismo di collaborazione che si rivela utile per tutti». L'Agenzia regionale del settore dice che per Caserta i servizi aggiuntivi svolti dalle aziende riguardano 299 corse, per un totale di 2.296.600 euro. I servizi svolti invece con l'ausilio dei bus utilizzati da Nnc riguardano 312 corse, per un corrispettivo totale di 5.188.343 euro.
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