Caserta, rientrano tutti in classe
ma le mamme: «Noi viviamo con l'ansia»

Martedì 12 Gennaio 2021 di Lidia Luberto

«In fondo siamo più rassegnati che rassicurati: i nostri bambini sono tornati a scuola ma avremmo preferito tenerli ancora a casa. Non possiamo nascondere un po' di preoccupazione, nonostante qui siano osservate scrupolosamente tutte le prescrizioni. Forse sarebbe stato meglio continuare ancora un pò con la didattica a distanza», questa la testimonianza di Imma Rossi, la mamma di una bimba di prima elementare della Collecini di San Leucio, che sintetizza efficacemente lo stato d'animo comune a tanti genitori degli alunni della scuola primaria rientrati in classe ieri dopo quasi quattro mesi di dad.

«Molti ci hanno manifestato la loro ansia: ho impegnato la gran parte della mattinata a parlare con i genitori, a rispondere alle loro domande», dice Maria Bianco, dirigente dell'Istituto comprensivo Giannone-De Amicis di Caserta. «Tanti hanno anche affermato che si sentivano più tranquilli con i figli a casa. Una posizione comprensibile, ma c'è da dire che se la dad è certamente valida per i bambini di quarta e quinta, dove ha funzionato benissimo, risulta più complicata per quelli delle prime e seconde classi». Le preoccupazioni dei genitori, non hanno, però, smorzato la gioia dei bambini che hanno potuto incontrare i propri compagni. «Per loro è stato come il primo giorno di scuola: li ho sentiti contenti ed emozionati», dice Anna Ghidelli, insegnante della Collecini. «I genitori li abbiamo trovati, invece, più incerti, anche se si sono arresi alle decisioni. Pure fra i docenti si avvertiva un po' di apprensione: forse, era la considerazione che circolava, sarebbe stato meglio, per il rientro, aspettare fino a marzo anche perché la dad è andata magnificamente: per noi è stato un impegno maggiore, certo, ma questo è il nostro lavoro: accanto ai nostri allievi, comunque, a casa o a scuola».

Il primo giorno di scuola del 2021 è andato, dunque, molto meglio di ogni aspettativa. Lo conferma l'assessora comunale all'istruzione Adele Vairo che, ieri ha visitato le scuole Lorenzini, Da Vinci, De amicis-Giannone, Collecini. «Ho percepito un grande entusiasmo nei bambini e anche un po' di commozione nel corpo docente» è la sua testimonianza. «Al di là di piccole emergenze da eliminare, l'intero apparato ha funzionato con la collaborazione di tutti» Una valutazione positiva che si ritrova nella osservazione sul campo degli stessi dirigenti. «La ripresa è stata ottima: nelle due classi della primaria abbiamo registrato il 95% delle presenze, nella scuola dell'infanzia, invece, è tornato solo il 45%. Non essendo, questa, scuola dell'obbligo, è probabile che i genitori abbiano optato per un atteggiamento più prudente o attendista» dice Antonio Varriale, dirigente dell'Istituto comprensivo Collecini.

La stessa situazione è stata osservata all'Istituto don Milani.

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«Alla primaria abbiamo contato il pienone in tutti i 10 plessi, molte meno le presenze nella scuola dell'infanzia», dice il dirigente Francesco Mezzacapo. «Noi, peraltro, oltre alle prescrizioni che sono state osservate in tutte le scuole (termoscanner, distanziamento, mascherine, disinfezione delle mani, scaglionamenti in entrata e in uscita), abbiamo anche incentivato lo screening offrendo, accanto a quello dell'asl, la possibilità di effettuare i tamponi, gratuitamente, in collaborazione con l'unione dei medici di base di Casagiove. Oggi, peraltro, si respirava un clima più sereno: stare in presenza ha enormi vantaggi, non tanto sul piano dell'apprendimento perché la dad ha funzionato perfettamente (il filo fra gli alunni e la scuola non si è mai interrotto), quanto su quello relazionale». Come nell'esperienza di Anna Cosentino, insegnante alla De Amicis: «E' stato un piacere vedere la gioia dei bambini, i loro sorrisi, e constatare il loro senso di responsabilità come e meglio degli adulti».

 

Ultimo aggiornamento: 13:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA