Riapertura scuole a Caserta:
rompicapo certificati per i genitori

Sabato 19 Settembre 2020 di Ornella Mincione

Nessun certificato dovrà essere presentato dalle famiglie dei bambini all'apertura delle scuole, in programma il 24 settembre. «Se il piccolo presenta uno o più sintomi, il pediatra di libera scelta dovrà richiedere immediatamente il tampone. In caso di negatività o di guarigione, il medico dovrà siglare un'attestazione che dimostri il percorso intrapreso dalla famiglia». Questo spiega Giuseppe di Mauro, presidente nazionale della Sipps (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e segretario provinciale della Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri): queste le linee guida tracciate il 21 agosto dall'istituto Superiore della Sanità e dal Ministero della Salute insieme riguardo la gestione del bambino nell'ambito dell'emergenza Covid.

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Intanto, anche ieri è stato pubblicato il report ufficiale del'Asl di Caserta rispetto alla situazione del Coronavirus in provincia. Sono stati registrati 19 casi in più, per cui ora il numero dei contagi dall'inizio dell'emergenza è 1431, di cui 570 attuali. Sono state certificate anche 7 guarigioni: sono 813 i guariti fino ad oggi. Le 19 positività sono emerse dalla processazione di 619 tamponi nelle ultime 24 ore prima della pubblicazione del report. «Mai come quest'anno è indispensabile che le famiglie conoscano la normativa - spiega il referente provincia della Fimp Di Mauro -. Tutti dobbiamo fare la nostra parte. Solo una buona collaborazione tra famiglia, scuole e pediatra di libera scelta ci porterà a superare questo momento». La normativa per la riammissione del bambino a scuola in caso di influenza o di infezione da Coronavirus è stata stilata e pubblicata dall'Iss e dal Ministero della Salute.

«In quel documento è scritto in modo preciso e diretto: alla presenza di uno o più sintomi che porterebbero a pensare al Covid (come la febbre o la tosse) il pediatra può richiedere ad horas il tampone», spiega ancora il presidente della Sipps e segretario per la provincia di Caserta della federazione dei pediatri. Se ad esempio, si legge nel documento di riferimento pubblicato ad agosto, un alunno manifesta la sintomatologia a scuola (tosse, raffreddore o altro), le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un'area apposita assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di famiglia, che dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di prevenzione (DdP) dell'Asl per l'esecuzione del tampone. Se il test è positivo il dipartimento dell'Asl competente condurrà le consuete indagini sull'identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare tra le quali, quando necessario, l'implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto. La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria, stando alla normativa dell'Iss e del Ministero della Salute.
 

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Al netto della normativa nazionale, «noi come Fimp incontreremo esponenti della regione Campania e dell'Ufficio regionale scolastico per determinare i dettagli circa le certificazioni», spiega ancora il segretario provinciale della Fimp Di Mauro. Fondamentale in questa fase capire la differenza tra attestazione (che il pediatra produrrà anche senza visitare il bambino, riportando l'esito di eventuale tampone) e certificato (consueto per il medico che invece siglerà dopo la visita al paziente). «Nei prossimi giorni capiremo bene i dettagli normativi riguardo tutte le certificazioni e quindi si arricchirà il percorso di gestione del bambino, secondo le norme Covid», conclude il referente della Fimp casertana.

Ultimo aggiornamento: 15:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA