Asl Caserta, il direttore della Prevenzione:
«Covid sotto controllo, ma attenti ai giovani»

Martedì 26 Ottobre 2021 di Ornella Mincione
Asl Caserta, il direttore della Prevenzione: «Covid sotto controllo, ma attenti ai giovani»

«Ormai ci troviamo in una situazione di convivenza con il Covid, ma dobbiamo stare attenti alle varianti che potrebbero risultare pericolose e resistenti al vaccino». Parola del direttore del dipartimento di Prevenzione collettiva dell'Asl di Caserta, Giancarlo Ricciardelli che sottolinea: «Più persone si vaccinano, meno chance ha il virus di circolare. Abbiamo avuto esempi nel passato come il caso del vaiolo». Nelle ultime settimane in provincia di Caserta è stato registrato un aumento di casi positivi, sebbene non siano in gravi condizioni come conferma il livello di occupazione dei posti letto al Covid Hospital di Maddaloni. «Possiamo dire con certezza che le persone vaccinate non sviluppano sintomi importanti, sebbene ci sia sempre l'eccezione che conferma la regola - spiega Ricciardelli - ad esempio, il Pfizer ha il 96% di copertura anticorpale: ciò vuol dire che quattro persone su cento potrebbero non avere quella copertura alla malattia e, quindi, potrebbero sviluppare sintomi. Si tratta sempre di eccezioni però ed è evidente analizzando la situazione in provincia. Non c'è una richiesta di assistenza ospedaliera importante da parte dei vaccinati. Chi è grave o chi, purtroppo, muore è, nella maggioranza dei casi, non vaccinato».

A questo punto viene da chiedersi se in futuro si vivranno gli stessi momenti difficili vissuti l'anno scorso. «Se non ci sono varianti o altre variabili che cambiano l'attuale situazione, in linea di massima avremo meno positivi dell'anno scorso e soprattutto meno decessi. Questi ultimi se l'anno scorso hanno raggiunto il picco del migliaio, quest'anno possiamo pensare di arrivare a poche centinaia». I probabili decessi, a loro volta, potrebbero avere storie differenti, «con patologie che possono incidere sull'effetto del Covid. In pratica, un organismo già affetto da obesità, ipertensione, cardiopatie, magari non vaccinato, naturalmente reagirà al Covid diversamente da un organismo sano, magari vaccinato», continua il direttore della Prevenzione collettiva casertana.

Altro discorso da intraprendere è quello legato alla stagione: «In inverno la malattia circola di più oltre al fatto di essere gestita in diverso modo. Si vive di più in ambienti chiusi, in modo promiscuo e questo aumenta il rischio di contagio», dice ancora Ricciardelli. Ecco perché resta fondamentale osservare le misure anti Covid, come l'utilizzo della mascherina e il distanziamento, oltre all'invito sempre in vigore di aderire alla campagna vaccinale. Invito particolarmente rivolto ai più giovani. «Fanno parte di quella fascia di popolazione che per stile di vita è più esposta al rischio - precisa il direttore - tra l'altro possono anche contagiare a loro volta. È necessario che facciano più attenzione». Poi ci sono i bambini. «Paradossalmente il loro sistema immunitario è più immaturo, non ha conosciuto altri virus quindi non reagiscono in modo esagerato' all'infezione. Questo è il motivo per cui non sviluppano sintomi importanti nella maggioranza dei casi, sebbene ci sia sempre una piccola parte di essi che eccezionalmente ne sviluppano». Intanto, i dati del bollettino di ieri non sono rilevanti perché come ogni domenica i tamponi processati sono di quantità inferiore. Sono stati riscontrati sei nuovi casi, 15 guarigioni accertate e un altro decesso (un paziente di 90 anni affetto da altre patologie). Impossibile da capire se esistono casi sommersi: «Sicuramente ci sono molti asintomatici che, senza sintomi, non hanno necessità di fare un tampone. È sempre la ricostruzione della rete dei contatti diretti di un positivo accertato che ci aiuta a individuarne altri», continua il direttore Ricciardelli.

Continua comunque a essere erogato il vaccino. Fino alle 19.09 di ieri sono state 700.889 le prime dosi somministrate, di cui 624.658 i richiami. Il problema sempre più serio è quello che riguarda i no vax che ad oggi si sono trasformati in no Green Pass. «È sempre più difficile parlare e ragionare con i terrapiattisti - commenta il direttore Ricciardelli - tra l'altro vivono di un'informazione canalizzata. Leggono solo quello che cercano e probabilmente nei motori di ricerca si propongono gli stessi temi. In questo modo, ignorano l'altra faccia dell'informazione e non vedono le cose come sono in realtà, nè tanto meno si sforzano di ragionare». Dunque, la situazione in Terra di Lavoro è la seguente: la curva epidemiologica è destinata a salire nuovamente ma non ai livelli vertiginose delle scorse ondate. Questo grazie ai vaccinati che hanno di fatto impedito che il virus mutasse o diventasse più aggressivo. Sarà così fin quando non ci sarà la variante più forte e violenta, magari che potrà superare il vaccino. Per evitare ciò l'unica arma sarebbe un vaccino a tappeto su tutta la popolazione così da non far circolare più il virus.
 

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