Caserta, defibrillatori rubati o distrutti:
la beffa della mappa salvacuore

Martedì 7 Settembre 2021 di Franco Tontoli
Caserta, defibrillatori rubati o distrutti: la beffa della mappa salvacuore

Mappe topografiche di grande formato, incorniciate e installate all'ingresso di vari istituti scolastici, al centro, come in via G.M. Bosco presso l'istituto «Lorenzini», come in periferia in via Montale. Più che di informazione turistica sono di informazione «salvavita» perché indicano in grande evidenza i luoghi dove si trovano i defibrillatori cardiaci su colonnine o nelle custodie metalliche a muro. Le carte topografiche danno per certa le installazioni di questi apparecchi, le informazioni però non riflettono la realtà, sono parzialmente ingannevoli e di sola apparenza.

Ci sono state comunicazioni per annunciare al futuro progetti che mai saranno realizzati e cerimonie, foto celebrative di inaugurazioni di iniziative di vita breve, abortite poco dopo il loro avvio. È il caso dei defibrillatori regalati alla comunità cittadina con encomiabile altruismo da alcune aziende che operano nel capoluogo, con l'autorizzazione del Comune a occupare i piccoli spazi per le apparecchiature salvavita sul territorio, la collaborazione a formare volontari per il loro uso e tutto quanto serva a rendere realmente utile e non di sola apparenza l'iniziativa accennata.

Avveniva alla fine dello scorso mese di maggio, cerimonia al Belvedere di San Leucio, presentazione della mappatura di collocazione dei defibrillatori. Che sono in numero di otto indicati col colore rosso nelle postazioni di piazza della Prefettura a un passo dalla questura, piazza Vanvitelli sotto la casa comunale e sono presenti; al corso Giannone e piazza Gramsci le apparecchiature sono state rubate; area Saint Gobain e via Avellino e San Leucio non individuate; piazza Duomo a Casertavecchia esistente.

Ci sono poi sei postazioni di colore verde nel chiuso di edifici scolastici che si presumono esistenti e una postazione fissa, segnalata di 24 ore continuative su auto della polizia municipale che non è stato possibile individuare. Delle otto postazioni segnalate in strada, quindi, soltanto tre esistono; le rimanenti sono allo stato di pura, pericolosamente fuorviante indicazione. L'iniziativa fu pubblicizzata il 22 maggio scorso ma nella edizione del 14 gennaio del Mattino, cinque mesi prima, era stato documentato il furto dei defibrillatori di corso Giannone e piazza Gramsci. Nel primo caso il contenitore sul supporto giallo è ancora desolatamente vuoto, nel secondo i ladri hanno lasciato a ricordo parte del supporto, riconoscibile per un'etichetta adesiva ancora visibile. Ancora un annuncio del luglio scorso: defibrillatore donato per il complesso monumentale del Belvedere di San Leucio con le offerte degli spettatori della finale del campionato europeo di calcio trasmessa su maxi schermo. Non ci sono tracce del defibrillatore né notizie della destinazione dei fondi raccolti nella circostanza.

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Alessandro Tartaglione, presidente dell'Adoc-Associazione difesa dei consumatori, dice: «Per i prodotti di consumo non corrispondenti alle qualità enunciate si parla di pubblicità ingannevole, come etichettare questo caso gravissimo che riguarda i defibrillatori indicati come esistenti in pubbliche affissioni e invece inesistenti? La nostra sede, che è presso la Uil in via Renella, è dotata di tre defibrillatori e di tre impiegati che sono stati formati al loro uso. Nei pressi delle apparecchiature efficienti in città, chi interviene a prestare soccorso? Si fa prima a chiamare il 118».

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA