Caserta, la Soprintendenza blocca
il Comune: il boschetto è salvo

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Daniela Volpecina
Il Boschetto della Canfora di Centurano è salvo. Nessun albero potrà essere abbattuto e nessun intervento edilizio potrà essere realizzato ai danni del parco ornamentale che si trova in via Giulia all'interno del complesso Schiavone. A mettere la parola fine all'annosa vicenda, che si protrae ormai da mesi, è stata la Soprintendenza che in una nota - indirizzata al Ministero per i Beni culturali, al Comune di Caserta e ai proprietari dell'area ha informato di aver avviato il procedimento «finalizzato all'emanazione di dichiarazione di interesse culturale nei confronti del bene che presenta caratteristiche di grande valore storico e architettonico».
 
Il vincolo impedirà di fatto la realizzazione di una villa unifamiliare e un locale commerciale, presumibilmente una pizzeria, che avrebbe comportato la rimozione degli arbusti secolari, delle vasche vanvitelliane e di tutto ciò che dimora in quest'area. La Soprintendenza è giunta a questa conclusione al termine di una serie di sopralluoghi e ricerche d'archivio che hanno permesso anche attraverso il ritrovamento di documenti inediti rinvenuti nell'archivio della Reggia - di scoprire che questo bene è ciò che resta di un complesso di proprietà e residenze che si andarono costituendo nei borghi, intorno alla nuova città di Caserta, subito dopo la costruzione di Palazzo Reale e che pertanto rappresenta una testimonianza della storia della città in epoca borbonica. Da qui la decisione di vincolarlo, attivando tutte le norme di salvaguardia, e l'appello al Comune di Caserta a revocare in autotutela la licenza edilizia concessa ai proprietari del bene e a vigilare sul rispetto delle prescrizioni dettate dalla Soprintendenza. «Da questo momento in poi spiega l'architetto Giuseppina Torriero, funzionario responsabile del procedimento qualsiasi intervento su quell'area dovrà essere sottoposto al parere della Soprintendenza». Fino ad ora infatti era sottoposta a vincolo soltanto la fontanina che si trova in largo San Giuseppe, sul lato esterno del giardino, citata nei suoi scritti da Matilde Serao e sulla quale si erge una lapide con i versi del barbiere di Francesco I. «Non avevamo idea dell'esistenza di questo boschetto fa notare Torriero grazie ad un certosino lavoro di ricerca abbiamo scoperto che quest'area era di proprietà del commendatore Michelangelo Viglia, già Aiutante di Camera durante il regno di Francesco I e persona molto influente a Corte al punto da riuscire ad ottenere la concessione di un diritto di derivazione delle acque dall'acquedotto Giulio' che Viglia poté utilizzare per le sue proprietà, tra queste il giardino di via Giulia sopravvissuto in parte fino ad oggi, come testimonia la perfetta corrispondenza tra la cartografia dell'epoca e l'attuale assetto. Non è una coincidenza peraltro che le piante tuttora esistenti, dall'andamento e dalla morfologia decisamente monumentali, in particolare l'araucaria e la canfora, siano le più caratteristiche del complesso vanvitelliano».

Sul caso di Centurano in realtà la Soprintendenza era già intervenuta a luglio con una richiesta di chiarimenti indirizzata al Comune e inviata per conoscenza anche al comando della Forestale ma non ha mai ottenuto risposta come conferma la nota di sollecito inviata dai carabinieri forestali all'amministrazione comunale in data 1 agosto e nella quale si chiedeva di prendere visione della pratica edilizia relativa all'area di via Giulia-via Petrarca. «Questa vicenda ha dichiarato in merito il consigliere comunale di maggioranza Antonio Ciontoli evidenzia ancora una volta che in questa città esiste una cultura del territorio che va rispettata. La radice profonda e il volto di questa frazione sono salvi grazie alla determinazione di un gruppo di cittadini che sono riusciti a scongiurare l'abbattimento di alberi storici e smascherare autorizzazioni pasticciate. Il Comune ha più volte dichiarato infatti che nella concessione edilizia era presente anche il parere favorevole della Sovrintendenza, oggi la Sovrintendenza ci dice che non è così. Un'amministrazione ha l'obbligo di ascoltare i suoi cittadini perché non c'è decisione dirigenziale che resista senza il necessario avallo della politica». E intanto appena pochi giorni fa il comitato nato a salvaguardia del boschetto, guidato dall'avvocato Alberto Zaza d'Aulisio, aveva chiesto a Regione e Comune di inserire il parco ornamentale nel patrimonio verde della città di Caserta. Ultimo aggiornamento: 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA