Caserta: Lea, non solo veleni
traffico di rifiuti fino in Calabria

Mercoledì 9 Ottobre 2019 di Alessandra Tommasino
I rifiuti dalla Campania alla Lombardia e alla Calabria, per essere accumulati in capannoni abbandonati o interrati nelle cave, passando per impianti autorizzati e complici. Il lavoro svolto dalla Dda di Milano, con i Forestali, ha acceso i riflettori anche su alcune realtà della provincia di Caserta. In primis la Lea di Marcianise, già nota per le ultime vicende giudiziarie legate allo smaltimento illecito dei rifiuti.
Nell'ordinanza dell'inchiesta «Feudo», emerge infatti il tentativo di sequestro di persona, compiuto il 20 agosto 2018, ai danni dell'amministratore della Lea Carmelo Giordano (socio del titolare Angelo Egisto), da parte del dominus del traffico illecito, ossia il calabrese Angelo Romanello, precedentemente coinvolto in inchieste sulla ndrangheta, e dal suo braccio operativo Maurizio Bova.
 
In un' intercettazione di quel giorno, Romanello parla con la compagna, alla quale dice: «Sto andandoda quel cornuto'. Romanello e Bova arrivano a Marcianise nel primo pomeriggio. Cosa succede? I due, respinti dalla guardia giurata all'ingresso, attendono per quattro ore all'esterno dell'impianto, poi riescono ad entrare e Giordano racconta successivamente di essere stato preso per un braccio da Romanello e costretto a salire sull'auto. «Angelo (Romanello, ndr) - dirà Giordano saliva al lato guida della sua auto partendo velocemente e direzionandosi verso l'autostrada. Notavo che nel frattempo sull'auto aziendale della nostra ditta era salito un altro individuo da me mai visto prima, che ci seguiva a ruota (Bova, ndr)».
Romanello nell'occasione avrebbe detto a Giordano: «Ora te ne vieni con me in Calabria in modo che il tuo proprietario Angelo (Egisto, ndr) porta i soldi e tu potrai così ritornartene a casa». Segue poi una telefonata fra Egisto e Romanelli. Quest'ultimo dice a Egisto: «Guarda che nessuno ha preso nessuno con le pistolenoi queste cose non le facciamo».
Romanello rivolgendosi a Giordano impaurito, mentre è ancora al telefono, gli chiede: «Carmè, ma t'abbiamo preso con le pistole?» e Giordano a quel punto dice a Egisto:«Questi sono della stessa razza, togli tutto di mezzo». Sono della Lea i rifiuti trasportati dai mezzi sottoposti a sequestro il 7 giugno 2018 dai carabinieri durante un accesso all'impianto di Gizzeria in Calabria, finito nel mirino degli inquirenti. Sulla carta materie plastiche con codice Cer 191212, in realtà però il carico risultava composto da diversa tipologia. Per la falsa attribuzione del codice Cer ai rifiuti, il titolare della Lea Egisto era stato anche denunciato. Sono invece della piattaforma Be. Ma di Villa Literno, colpita da un incendio alcuni mesi fa, i rifiuti sottoposti a controllo della Polizia nei pressi del sito calabrese incriminato nel maggio 2018.
Ma i rifiuti finiti nelle mani di Massimo Buonanno, il consulente di Acerra che si presentava come intermediario in grado di provvedere alla corretta destinazione dei rifiuti, mentre poi ricorreva ai circuiti illegali, venivano, per la parte del Casertano, anche dalla Gav di Gricignano d'Aversa, che ha subito un rogo lo scorso anno, e dalla Sorari, piattaforma della zona industriale Aversa nord attualmente chiusa e in fase di svuotamento del piazzale, a seguito di intervento dell'autorità giudiziaria. Nell'ambito dell'inchiesta è stato sottoposto agli arresti domiciliari anche l'autotrasportatore Marco Izzo, originario di Maddaloni, che si occupava dei viaggi di rifiuti per conto di Buonanno. Un suo autista è stato fermato dopo aver scaricato rifiuti nella cava Parisi di Lamezia Terme.
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