Caserta, non santi ma angeli
per i sei senzatetto accampati

di Franco Tontoli

Otto sacchi di rifiuti, avanzi di cibo, materassini, coperte sdrucite, anche uno scatolone addossati al contenitore gettacarte sul marciapiede d'angolo di via Battisti con piazza Amico. L'ultimo tratto lavato e disinfettato, rilucenti anche le soglie di marmo, i gradini delle quattro vetrine rientrate del Banco di Napoli che insieme costituiscono l'«Hotel Battisti», tre cucce a vista, ciascuna con due «panettoni» di cemento che dovrebbero fare da dissuasori di sosta e permanenza e che invece dividono in tre parti questi anfratti.

«IRRIDUCIBILI»
Sono posti per bivaccarci di giorno e dormirci di notte che di più scomodi non si possono immaginare e che pure sono stati da mesi scelti come abitazione da chi la propria vita ha deciso di viverla al massimo dello scomodo. Sei persone, nazionalità assortite fra Polonia, Lituania, Bielorussia, anche un'italiana, sono i clochard, che rifiutano offerte di ricovero notturno nei locali allestiti dalla Caritas diocesana in via Sud Piazza d'Armi, in via San Carlo e, con la disponibilità del Comune, in via Domenico Mondo nella «Casa del sorriso di don Giorgio Quici».


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Lunedì 14 Gennaio 2019, 10:22
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