Coronavirus a Caserta, numeri record:
56 nuovi positivi ma i guariti sono 49

Venerdì 18 Settembre 2020 di Ornella Mincione

Mai i numeri sono stati così alti: 56 i nuovi positivi e 49 i guariti dal Coronavirus. Questi i dati che il report ufficiale dell'Asl di Caserta elencava ieri riguardo la giornata precedente. Dunque, i contagiati dall'inizio dell'emergenza diventano 1412, di cui 558 quelli attuali, mentre le guarigioni, incluse quelle di ieri, sono nel complesso 806. Il numero dei tamponi processati dall'inizio dell'emergenza è 67.314. Intanto, ieri mattina, l'unità di crisi regionale ha comunicato al comune di Marcianise l'esito positivo di 11 tamponi effettuati sui cittadini.

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«Di questi, nove casi riguardano persone che hanno contratto il virus bell'ambito dei rispettivi luoghi di lavoro - si legge in una nota del commissario straordinario Michele Lastella - mentre gli altri due casi riguardano due donne, di cui una dell'età di circa 55 anni e l'altra di circa 45 anni. dei nuovi pazienti nessuno presenta sintomi specifici e tutti si trovano in stato di buona salute, per cui le autorità sanitarie hanno prescritto loro il trattamento domiciliare». Quelli del report, sono numeri alti che però non devono allarmare, ma che bisogna contestualizzare in questa fase del contagio. Al contrario del periodo primaverile, da marzo a maggio, in questo momento lo screening coinvolge tutta la popolazione: non solo i cittadini con sintomi importanti o acuti, nè quelli a rischio perchè provenienti da zone rosse, si sottopongono a tampone. Ora, invece, gli esami diagnostici, che siano test sierologici o tamponi rinofaringei, vengono effettuati su categorie di persone, in modo trasversale abbracciando cittadini di diverse età (nei rientri sono stati soprattutto i giovani a essere sottoposti all'analisi), di diverse categorie professionali e di diverse zone della provincia. Conseguenza di ciò è stata la comparsa in massa degli asintomatici, ovvero di persone che risultano positive al Coronavirus ma che di fatto non vivono la malattia con sofferenza o con particolari sintomi critici.
 

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Certo è che ormai la preoccupazione per un possibile contagio investe tutta la popolazione, con la speranza che tra i benefici ci sia anche quello di osservare con attenzione le norme anti Covid, vale a dire l'utilizzo della mascherina, la distanza di un metro almeno dalle persone non conosciute per evitare l'assembramento e la più accurata igiene, specialmente delle mani. Nel frattempo, la preoccupazione dei cittadini si è trasformata: è nato un fenomeno sociale per cui le persone iniziano ad avere più ansia per la quarantena con tutto ciò che ne deriva, che per l'infezione e la gestione della malattia.

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Anche ad Aversa, uno dei comuni più colpiti con 59 positivi, ieri ci sono stati momenti di tensione nel servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi). A causa di una paziente 81enne risultata positiva al Covid, gli operatori della squadra dell'assistenza si sono sottoposti al tampone. A questo punto si sono sollevate alcune polemiche circa un medico dell'Adi che ieri mattina si è recata presso il proprio ufficio: altri operatori e utenti temevano che anche questi era nella squadra che ha assistito direttamente la donna positiva. In realtà, in via precauzionale, questo medico ha fatto come gli altri il tampone, ma non è stato a contatto diretto con la paziente, fanno sapere dagli uffici amministrativo dell'Asl. Intanto, ieri, il risultato di due positività al pronto Soccorso dell'ospedale di Caserta hanno reso necessario la chiusura per la sanificazione degli ambienti, che è stata poi ultimata in serata. 

Ultimo aggiornamento: 12:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA