Caserta, parcheggio dei clan:
la Procura al rush finale

Venerdì 17 Gennaio 2020 di Marilù Musto

False attestazioni rilasciate dal Comune di Caserta nel 2008, mancato avvio dei lavori entro 12 mesi dalla data del permesso a costruire, minacce al sindaco Carlo Marino, l'estromissione dell'imprenditore Nicola di Fraia dall'appalto, presunte «mazzette» divise fra costruttore, assessore e funzionario del Comune. Questo e anche altro è contenuto nel fascicolo che chiude l'indagine sul parcheggio «San Carlo» di Caserta. La procura Antimafia di Napoli - pm Alessandro D'Alessio e Fabrizio Vanorio - va avanti, convinta che la costruzione del centro parking sia frutto di un'operazione di riciclaggio del boss Michele Zagaria, capo del clan dei Casalesi. Ora si aspetta il prossimo passo: la richiesta di rinvio a giudizio.

Undici le persone che ieri hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini: primo fra tutti, l'imprenditore di Villa Literno, Michele Patrizio Sagliocchi, 71 anni, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver avvantaggiato il boss Zagaria. Avrebbe monetizzazione assegni «in genere di provenienza estorsiva» consegnati da esponenti del clan, oggi collaboratori di giustizia. Patrizio Sagliocchi, in realtà, è stato assolto nel maxi-processo sul monopolio dei carburanti e ora si ritrova in questa seconda inchiesta che riguarda Caserta e il suo parcheggio. Oltre a lui, dovranno difendersi dalle accuse l'attuale dirigente del Comune di Caserta Franco Biondi e l'architetto Carmine Domenico Nocera, mentre è stata stralciata la posizione dell'ex assessore al Comune di Caserta, Giuseppe Greco.

LEGGI ANCHE Caserta, la protesta: «Cemento sulla Villetta Padre Pio stop alla gara»

Per la procura Antimafia, Biondi, Sagliocchi e l'architetto Nocera (già condannato per aver costruito un bunker del boss), in concorso con altri professionisti, come Greco, nei cui confronti si procede separatamente - si legge nel provvedimento - si sarebbero divisi 200mila euro. Una tangente a garanzia della costruzione del parcheggio per mano di Sagliocchi. E di nessun altro. Un centro parking ora attivo e ha la funzione di «alleggerire» il traffico nella zona pedonale della città della Reggia. L'imprenditore liternese, secondo le ricostruzioni, avrebbe ricevuto favori di vario genere, come il sostegno per il recupero dei crediti vantati, interventi delle imprese di movimento terra della «fazione Zagaria». Sagliocchi, tempo fa, fu arrestato e subito scarcerato - due settimane dopo - grazie al ricorso al tribunale del Riesame presentato dall'avvocato Giovanni Cantelli e Alfonso Stile.

«Te la farò pagare a te e a tuo suocero», questa la frase che l'imprenditore avrebbe pronunciato durante un incontro in tribunale con il sindaco di Caserta, Carlo Marino, «colpevole», secondo lui, solo di una cosa: il suocero, l'avvocato Delio Iorio, ha assistito per un periodo Luigi Gallo, l'imprenditore di Villa Di Briano accusatore di Sagliocchi e dei fratelli Cosentino, poi ritenuto inattendibile.

Patrizio Sagliocchi avrebbe attribuito a Gaetano Riccardi e a Giuseppe Barile (indagati pure loro) le proprietà e le quote del «Cimitero San Marcellino». Ìndagato è anche il figlio, Vincenzo, e la moglie, Raffaela Passarelli, amministratrice della Ctp Petroli. Per la Procura, attraverso di lei sarebbero stati dirottati dei fondi verso la Immobiliare San Carlo Caserta. Indagati anche il capoclan Zagaria con Fabio Fontana e Teresa Capaldo, presunte «teste di legno». In che modo? Sarebbero gli intestatari delle quote della Fontana Trucks srl di Casapesenna finite nella società di trasporti Maria Riccardo.

Ultimo aggiornamento: 16:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA