Caserta, migranti volontari curano
la piazza del quartiere popolare

Caserta, migranti volontari curano la piazza del quartiere popolare
Giovedì 17 Febbraio 2022, 19:49 - Ultimo agg. 22:19
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Continua il tour dei cittadini stranieri nei beni comuni del territorio del comune di Caserta. E in particolare nelle aree più a rischio, quelle lasciate spesso ai margini, lontano dai riflettori e che invece più di altre necessiterebbero di azioni mirate. Sabato 19 febbraio (dalle 10 alle 13) i volontari, tra questi anche i minori non accompagnati ospiti delle strutture di accoglienza di Cidis onlus, saranno in piazza Cavour, cuore del quartiere popolare noto come «rione Tescione», per un intervento di rigenerazione urbana.

Al loro fianco don Gianmichele Marotta della chiesa di San Pietro in Cattedra, un referente dell'amministrazione comunale e i residenti del quartiere per un'opera collettiva di protezione ambientale e responsabilità sociale.

I migranti, che da settimane ormai si prendono cura del verde pubblico attraverso iniziative di condivisione e collaborazione con associazioni e realtà del territorio, pianteranno tre alberi di Giuda, installeranno nuovi cestini, effettueranno piccoli interventi di manutenzione e provvederanno anche alla pulizia di questo spazio affinché possa tornare fruibile per i bambini e le famiglie.

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Gli abitanti del rione Tescione da tempo lamentano infatti che questa piazzetta fosse abbandonata al degrado e all'incuria e fosse spesso oggetto anche di atti di vandalismo. Con l'iniziativa di sabato, gli stranieri intendono però anche lanciare un messaggio di tipo sociale, ovvero dimostrare a tutti che la piena volontà di contribuire al miglioramento dei servizi pubblici e alla crescita della qualità di vita della comunità va infatti di pari passo con il desiderio di integrarsi e fare rete sul territorio. L'evento di sabato è promosso dalla cooperativa sociale «Credito senza confini» - di cui è referente Hasnae Guettaya - nell'ambito del progetto ministeriale LGNet Assistenza emergenziale, finanziato dal Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione) dell'Unione europea.

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