Caserta, i pini distruggono la strada:
saranno abbattuti ma è è bagarre

Martedì 7 Settembre 2021 di Daniela Volpecina
Caserta, i pini distruggono la strada: saranno abbattuti ma è è bagarre

Diciotto pini secolari dovranno essere abbattuti in via Unità Italiana per consentire i lavori di riqualificazione del marciapiedi e l'abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto, sarà finanziato con fondi del Ministero dell'Interno nell'ambito di un intervento più ampio 340mila euro - che comprenderà anche via Gemito, piazza Pitesti, via Raffaello, viale Gallicola e viale Buonarroti. Per via Unità Italiana, il tratto interessato è compreso tra il Monumento ai Caduti e l'incrocio con via Sud Piazza d'Armi. L'abbattimento di ciascun albero, alto tra i 16 e i 23 metri, costerà circa 700 euro. Rimuoverli tutti costerà 12mila euro. Il marciapiedi versa in pessime condizioni ed è in parte inutilizzabile a causa delle radici degli alberi. Al posto dei pini, il Comune prevede la piantumazione di essenze a basso e medio fusto, probabilmente del tipo lagerstroemia indica, pianta tipica del Sud-est asiatico, che non supera i dieci metri di altezza, oppure lecci o alberi a foglia caduca come aceri, platani o betulle, da posizionare sempre sul bordo del marciapiedi ma con l'aggiunta di una griglia in ghisa che abbia il compito di assorbire la crescita delle radici. Poco o nulla si sa invece sui tempi. Al dirigente incaricato toccherà infatti attivare ora tutte le procedure propedeutiche alla realizzazione dell'intervento.

La decisione del Comune ha mandato su tutte le furie gli ambientalisti che hanno già annunciato una catena umana in via Unità Italiana per venerdì pomeriggio per scongiurare l'abbattimento dei pini e chiedere al sindaco una soluzione alternativa. «Decisione assurda e priva di ogni giustificazione tecnica è il commento del presidente cittadino di Legambiente, Nicola D'Angerio è un pretesto, un atto di puro arbitrio del Comune che rigettiamo con forza. Non si possono abbattere alberi sani e secolari per aggiustare un marciapiedi. È ridicolo. Esistono soluzioni tecniche che consentono di ovviare al problema delle radici senza dover rimuovere i pini che peraltro rivestono un valore immenso sul piano paesaggistico e ambientale e sono fondamentali per la tutela della salute e per il miglioramento della qualità di vita. Ci opporremo in tutti i modi ad un simile scempio, pronti ad adire le vie legali se l'amministrazione non farà un passo indietro». «Questa amministrazione continua ad abbattere alberi sani, lasciando invece in bella vista le piante secche denuncia da parte sua Matteo Palmisani, della Lipu questa volta però non la spunterà, le associazioni bloccheranno questo intervento scandaloso che va nella direzione opposta a quella indicata dall'Unione Europea che da anni sottolinea l'importanza degli alberi per contenere i cambiamenti climatici. Non crediamo all'ipotesi di nuove piantumazioni perché non è mai accaduto fino ad oggi che un albero abbattuto venisse sostituito da una nuova essenza». «Una soluzione alternativa all'abbattimento c'è spiega Milena Biondo, presidente cittadina del Wwf ed è quella di eliminare la pavimentazione per dare ossigeno alle radici e sostituirla con un piano a griglia sopraelevata che rappresenterebbe anche una logica prosecuzione con la rampa inclinata che si intende realizzare per raggiungere il piazzale del Monumento. In questo modo si otterrebbe il nuovo marciapiedi, l'abbattimento delle barriere architettoniche e anche la tutela degli alberi».

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Proprio per la tutela dei pini che circondano la cinta muraria dell'area ex Macrico - distribuiti tra via Unità d'Italia, viale Medaglie d'Oro, via dei Bersaglieri e passeggiata Baden Powell - le associazioni avevano presentato un progetto al Comune poco più di un mese fa. Nel dettaglio gli ambientalisti si erano offerti di curare a proprie spese 89 alberi a rischio. Un'operazione che sarebbe costata circa diecimila euro. Una cifra irrisoria rispetto a quanto spenderà ora il Comune per abbatterne solo diciotto.

Ultimo aggiornamento: 19:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA