Pistola e anabolizzanti dall'Ucraina:
preso militare dell'Esercito a Caserta

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Biagio Salvati

Una pistola clandestina oltre a migliaia di confezioni di anabolizzanti vietati, sono stati sequestrati dalla polizia della Questura di Caserta nel corso di un'operazione che ha portato agli arresti domiciliari un militare dell'Esercito.
L'uomo, Michele Bruno, 33 anni, è stato tenuto sotto osservazione per diversi giorni dai poliziotti della Squadra Mobile di Caserta - sezione Falchi in quanto, a seguito di una soffiata, sospettavano che gestisse delle attività illecite. Circostanza confermata quando gli agenti hanno notato una via vai di persone all'esterno dell'abitazione del caporal maggiore. A questo punto hanno deciso di agire ed è scattata la perquisizione dell'abitazione: in uno zainetto a sacco di colore mimetico, la fantasia usata appunto per le divise militari, i poliziotti hanno rinvenuto una pistola marca Bernardelli calibro 7,65 con matricola abrasa, il caricatore rifornito con 7 cartucce dello stesso calibro, nonché una scatola con porta cartucce, contenente circa 40 proiettili calibro 7,65.

LEGGI ANCHE Caserta, sul maxi-parcheggio l'ombra della vergogna

L'arma è risultata clandestina in quanto la matricola era abrasa. La perquisizione si è estesa anche alla cantina dell'abitazione, dove erano custodite 2.500 scatole di farmaci anabolizzanti, di varie marche, anche estere, di cui è vietato il commercio, utilizzati in ambito sportivo per l'aumento della massa muscolare. Il valore stimato dei farmaci sarebbe di circa 100 mila euro. Tutto il materiale è stato sequestrato. Il militare 33enne è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Le investigazioni proseguono per conoscere a chi erano destinati quei farmaci ma si presume che dietro possa celarsi un traffico di anabolizzanti destinati al mondo sportivo o delle palestre, così come sono in corso accertamenti sull'arma sequestrata. La posizione giudiziaria del caporal maggiore sarà anche valutata dalla Procura militare. Quattro anni fa, la Procura di Napoli Nord aprì un inchiesta sul mondo del doping nelle palestre, personal trainer e trafficanti di farmaci provenienti dall'Ucraina.

L'indagine sfociò in diversi arresti e coinvolse anche persone del Casertano. Nandrolone, Cialis e ormoni della crescita erano solo alcuni dei prodotti che un'organizzazione criminale italo-ucraina smerciava illegalmente in cinque palestre di Napoli, Casoria, Vitulazio e Marcianise, che furono sottoposte a sequestro preventivo. Tra gli indagati anche un campione di body building.

Gli anabolizzanti e i farmaci venduti arrivavano dall'Est Europa e spesso risultavano essere scaduti o addirittura contraffatti, dato che l'organizzazione era anche abile nel mascherare prodotti non sicuri tramite l'uso di confezioni appartenenti a medicinali italiani.

Ultimo aggiornamento: 10:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA