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Caserta, il ponte di Ercole è pronto
per la riapertura e la prossima collisione

Sabato 19 Marzo 2022 di Franco Tontoli
Caserta, il ponte di Ercole è pronto per la riapertura e la prossima collisione

Alle 12 di ieri è stato ripristinato il transito veicolare e pedonale del sottovia di Ercole, percorribile via Camusso nelle direzioni da e per Caserta-Casagiove. Il pesante colletto di acciaio abbattuto nella mattinata di giovedì sotto l'arcata sul versante centro città è stato rimesso in piedi e risistemato, come una protesi dentaria in verticale, a tutelare l'arcata con le ornie di pesante travertino già danneggiate dai 28 impatti che si sono succeduti dal 31 dicembre 2017, tutti da automezzi di altezza superiore ai 2.20 metri incastrati sotto la volta e tutti all'uscita del brevissimo sottovia nel quale agevolmente continuano a entrare per poi incastrarsi all'uscita.

Si è lavorato nella mattinata di ieri a posizionare la «centina» questo il nome tecnico del colletto e a sistemare sul versante della borgata Ercole una sbarra trasversale sorretta da paletti ai due lati dell'ingresso al sottovia, una striscia metallica con al centro ancora un segnale di limitazione di altezza in aggiunta a quelli laterali e all'apparecchiatura di segnali luminosi che ben poco è servita per il ripetersi degli incidenti. Disattenzione, superficialità, inosservanza azzardata da parte degli autisti dei mezzi che hanno procurato gli incidenti, tutto da mettere nel conto di conseguenze che si traducono nella interruzione della circolazione, nel disagio di tanti residenti a ridosso del sottovia-ponte d'Ercole, costretti a forzata circonvallazione sia con automezzi che a piedi.

Il segnale trasversale lo avevamo richiamato ieri nella cronaca dell'ultimo impatto, una soluzione dettata da comune buonsenso, suggerita più volte da chi lungo via Camusso ci transita o ci risiede, da sistemare non attaccato alla volta del sottovia, come è stato installato ieri e come già inutilmente in precedenza, ma da sistemare a distanza, poco prima della traversa di via San Francesco che fa da via di fuga e percorso alternativo per Sala e via per San Leucio in occasione di interruzione del transito. La sbarra, com'è stata sistemata, segnala preventivamente l'impossibilità di procedere oltre senza tapparsi all'uscita e obbliga il conducente del veicolo dall'altezza eccedente i 2.20 metri a una retromarcia che la fila delle auto che seguono rende intuitivamente difficoltosa, manovra dagli effetti aggravati dalla fila delle auto che procedono in senso inverso quando il semaforo ne avrà consentito il transito. La sbarra che fa da allarme, quindi, va installata prima della traversa San Francesco lungo la quale l'automobilista dell'automezzo semipesante può agevolmente procedere.

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Questo semplice sistema viene ostinatamente ignorato dall'ufficio tecnico comunale, dagli amministratori che con la Soprintendenza ai monumenti che l'avversa per «incompatibilità ambientale» dovrebbero intraprendere il braccio di ferro perché hanno da garantire la circolazione viaria in sicurezza e senza i disagi causati dalle interruzioni. Ieri mattina a questo ignorato sistema accennava un extracomunitario del gruppetto di lavavetri che lo stop del traffico ha reso disoccupati sul versante Ercole. Dall'altra parte, nelle adiacenze dell'arcata martirizzata del sottovia, un suo collega che ha tenuto a presentarsi col nome Beppe, accennava al manto di asfalto disastrato, un succedersi di erosioni, buche per lungo tratto ed altre più distanti, tutto a confermare la disattenzione e deplorevole sciatteria riservata a una strada di grande traffico, importantissima per l'accesso in città.
 

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