Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Caserta, il rione Acquaviva nel degrado:
«Abbandonati, mai così male da 50 anni»

Domenica 18 Settembre 2022 di Daniela Volpecina
Caserta, il rione Acquaviva nel degrado: «Abbandonati, mai così male da 50 anni»

Sottopasso pedonale di via Acquaviva chiuso da settimane, è protesta tra i residenti e i commercianti del quartiere che si sentono ostaggio dei passaggi a livello. Con il sottovia off-limits, pedoni, automobilisti e quanti devono attraversare i binari per andare a scuola o al lavoro, sono costretti infatti ad attendere quotidianamente anche trenta minuti prima che le sbarre si rialzino. Soprattutto nelle ore di punta, quelle in cui è maggiore anche l'affluenza dei treni.

Il sottopasso che collega via Acquaviva con viale Lincoln e via De Martino è stato interdetto dal Comune in seguito ad uno degli ultimi temporali che oltre ad aver allagato l'intera superficie, come accade ogni volta che piove, ha provocato anche un cedimento della controsoffittatura. L'acqua ha infatti impregnato i pannelli in cartongesso, fatto fuoriuscire pezzi in ferro giunti ad altezza uomo e compromesso i cavi elettrici. Da qui la decisione dell'amministrazione di chiuderlo per scongiurare il rischio di incolumità pubblica. Nessuno però al momento sa quando sarà riaperto e così capita sempre più spesso di vedere un folto pubblico a piedi, su due ruote o in auto in attesa davanti alle sbarre. I più temerari, incuranti del grave rischio e forse esasperati dalle lunghe attese, passano addirittura sotto le sbarre. 

Un disagio ulteriore che va a sommarsi alle numerose problematiche di uno dei quartieri più popolosi della città che pur essendo centrale nella vita economica e produttiva del capoluogo continua ad essere considerato periferia. Lo testimonia l'assenza prolungata e cronica di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria più volte denunciata dai residenti. «Sono nata nel quartiere Acquaviva e vivo qui da più di cinquant'anni - racconta la signora Anna Orlando - ma non ho mai visto questa zona ridotta così male. L'abbandono e il degrado sono così evidenti eppure nessuno tra le fila dell'amministrazione sembra vederli. I marciapiedi sono rotti in più punti, la pavimentazione è sconnessa, ci sono rifiuti ammassati ovunque, le piante non vengono potate, gli alberi che cadono restano a terra, le strade sono costellate di buche e c'è un rischio igienico-sanitario impressionante. Qualche giorno fa mi sono ritrovata persino un topo in casa. Non dormo più per il terrore. Sono solo una cittadina ma spero che il mio appello giunga agli assessori competenti perché queste problematiche non riguardano solo me ma migliaia di persone che vivono qui». 

Video

«Eppure basterebbe così poco per migliorare la situazione - fa notare Antonio Intartaglia, residente nel quartiere da quindici anni - ma anche quel poco ci viene negato o viene fatto con superficialità. Penso alle strisce pedonali realizzate di recente tra via Trento e viale Delle Industrie. Invece di disegnare la segnaletica orizzontale prima della scuola, consentendo quindi alla popolazione studentesca di attraversare in sicurezza la strada, sono state poste dopo il plesso, in un punto dove è impossibile attraversare perché le strisce terminano nel muro di contenimento della ferrovia. Stesso discorso per i cestini. Sono stati legati in modo precario ad un palo con del fil di ferro. Ci sono vetri abbandonati sul marciapiedi da quindici giorni che rappresentano un pericolo per i bambini che escono da scuola. Da notare che in questo quartiere ci sono circa 1.800 studenti. E poi sono anni che non viene effettuata una derattizzazione. Topi e blatte scorrazzano indisturbati dappertutto».

Il futuro del quartiere Acquaviva sarà al centro di un tavolo istituzionale convocato per lunedì dal vescovo di Caserta, Monsignor Pietro Lagnese, al quale sono stati invitati anche il sindaco Carlo Marino, il presidente e il direttore generale dell'Acer (Agenzia campana per l'edilizia residenziale), David Lebro e Giuliano Palagi, i rappresentanti del comitato Città Viva, i parroci delle chiese Nostra Signora di Lourdes e Sant'Anna, don Antonello Giannotti e don Andrea Campanile, il Pastore della Chiesa evangelica della Riconciliazione, Franco Bosio. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA