Ultimo saluto al papà investito:
«Vittima del degrado del territorio»

di Vincenzo Ammaliato

«Viviamo in una foresta, dove non ci sono regole. In una città senza controlli di sicurezza perché le forze dell'ordine sono in numero ridotto. Dove c'è l'impressione che le istituzioni si presentino solo per chiedere le tasse per servizi pubblici che in alcuni casi sono scarsi e insufficienti, in altri addirittura non ci sono proprio». Alle parole di speranza e coraggio dedicate ai parenti, affinché riescano a sostenere il dolore per il tragico distacco di Giorgio Galiero, il giovane investito e ucciso da un pirata della strada tre giorni fa in località di Pinetamare, durante l'omelia padre Antonio Palazzo, il parroco del Villaggio Coppola dove si celebrano i riti funebri, ne aggiunge altre che vanno giù duro come un macigno contro chi «da noi ha provocato il clima che ha contribuito a che si verificasse questa morte assurda».
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Mercoledì 21 Agosto 2019, 12:00
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