Cavallo morto alla Reggia di Caserta:
«Ecco come l'animale è deceduto»

Giovedì 13 Agosto 2020 di Mariagiovanna Capone

La morte di un animale sfruttato per fini ludici è sempre qualcosa che turba. Che questa morte avvenga in piena estate, con temperature torride e afa, annichilisce. Dopo l'avvenimento tragico del cavallo morto alla Reggia di Caserta abbiamo cercato di capire eventuali campanelli d'allarme e fattori di rischio dal punto di vista clinico con Maria Pia Pasolini, professore di Clinica chirurgica veterinaria al Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell'Università Federico II di Napoli, autrice di numerosi articoli sul cavallo.

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Professoressa Pasolini, secondo lei il cavallo deceduto nei giardini della Reggia poteva essere salvato?
«Credo di no, ma posso supporlo con le poche informazioni che ho. Precisiamo prima di tutto che il benessere e la nutrizione adeguata degli animali vengono prima di tutto e vanno sempre rispettati da parte dei proprietari. Appurato che ciò sia avvenuto - e da un esame macroscopico è spesso abbastanza evidente il caso contrario e che il cavallo non fosse di età molto avanzata, e in assenza di informazioni di un esame autoptico che mi auguro sia stato previsto, è molto difficile capire le cause di morte di un cavallo. Ma non sono affatto stupita di questa morte improvvisa».

Perché?
«Perché the sudden death nei cavalli è la seconda causa di morte dopo le coliche. Le morti improvvise sono assai frequenti, non ci sono quasi mai campanelli d'allarme tali da poter agire in qualche modo. Proprio come per gli umani, possono esserci delle aritmie cardiache, degli aneurismi con improvvise rotture, fattori insomma che all'improvviso degenerano e senza che ci sia nessun segnale».

Il caldo torrido e il peso dei passeggeri non hanno quindi influito?
«Posso assicurarle che i cavalli si sono adattati a secoli di sfruttamento per tali fini. Pensiamo a epoche in cui erano l'unico mezzo di locomozione... Quaranta gradi e persone sulla carrozzella non influiscono più di tanto sulla loro tempra, sono abituati ad adattarsi a questi stress fisici. Del resto, se così fosse, anche gli altri cavalli presenti sarebbero stramazzati a terra. Pur non avendo dati, posso ipotizzare che sia avvenuta proprio una sudden death. Ciò non toglie che dobbiamo sempre garantire il benessere di un cavallo che fa questo tipo di sforzi. È un lavoro da sconsigliare nelle ore più calde del giorno come per noi umani: in estate i cavalli impegnati per attività sportive iniziano alle 5 del mattino e finiscono alle 10».

E se fosse stato malato avrebbe dato dei segnali?
«Quando un cavallo sta avendo un malessere fisico suda copiosamente e resta immobile, e in questo caso bisogna immediatamente chiamare un veterinario. Ma spesso il malessere evolve repentinamente e il cavallo muore prima ancora di un soccorso».
 

Ultimo aggiornamento: 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA