Covid a Caserta, il contagio non si ferma:
altri 187 positivi, sei i comuni più colpiti

Domenica 18 Ottobre 2020 di Ornella Mincione

Altri 187 casi positivi: ancora una volta il report dell'Asl registra per la provincia di Caserta un numero che va al di sopra dei 100 contagi, su un panorama di 1.410 nuovi contagiati dal Coronavirus in tutta la regione Campania. Adesso il totale delle persone che hanno preso l'infezione in Terra di Lavoro è 3.734, un numero che soltanto in queste ultime due settimane si è incrementato e non poco.

In effetti, in queste ultime due settimane si è concluso un ipotetico periodo di incubazione avviatosi proprio con l'apertura dell'anno scolastico. E non è un caso che proprio in queste ultime settimane la notizia di chiusura di istituti e aule per permettere la sanificazione a seguito della scoperta di positivi sia stata all'ordine del giorno. Si notano inoltre, specialmente leggendo uno degli ultimi report pubblicati dall'Asl di Caserta, diversi fattori che bene distinguono l'attuale fase dalla prima, quella del lockdown della primavera scorsa. Innanzitutto il numero dei morti è aumentato molto in proporzione all'andamento mantenuto per mesi pressoché stabile: Terra di Lavoro è passata da 45 deceduti all'inizio di settembre a ora che ne conta 60 (un altro infatti è stato riportato dall'Asl il 16 ottobre e si tratterebbe di un cittadino di Mondragone). Altro dato degno di nota sono i numeri di alcuni comuni. Sono almeno sei le città in cui ci sono oltre 100 positivi attuali.

Aversa, Casal di Principe, Caserta, Marcianise, Orta di Atella e San Cipriano vanno ben oltre le poche decine dei mesi scorsi. Ci sono comuni poi che hanno avuto sempre un numero di contagi molto basso, che non ha mai superato la decina, i quali ad oggi hanno matematicamente triplicato il numero dei cittadini affetti da Covid. Certo, per valutare la criticità del fenomeno è necessario rapportare il numero dei positivi attuali con il numero degli abitanti che vivono in quel comune. Non è da escludere però che in alcune di queste cittadine ci possa essere il rischio che nasca un focolaio. 

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Rischio zona rossa, ad esempio, per Cesa, piccolo centro alle porte di Aversa. La situazione è davvero critica, in soli due giorni ci sono stati 19 positivi al Covid. Vertice al Comune per decidere le misure di contenimento da adottare a livello locale. Negli ultimi giorni l'aumento dei positivi ha messo in allarme il sindaco Vincenzo Guida, preoccupato per l'incredibile escalation di casi. Allo studio nuove misure per cercare di limitare i danni. Il campanello d'allarme è scattato all'indomani della positività di un alunno della scuola media Bagno, immediatamente chiusa. «Abbiamo avuto comunicazione - racconta il primo cittadino di Cesa - che un alunno della scuola media è stato prelevato dai genitori e riportato a casa, perché positivo al Covid. Immediatamente con l'assessore alla Pubblica istruzione Cesario Villano e i funzionari comunali ci siamo attivati, presso la dirigenza scolastica, per comprendere cosa fosse accaduto. Dopo aver ricostruito la vicenda, abbiamo deciso, d'intesa con la scuola e l'Asl, di chiudere la media per provvedere alla sanificazione. Un comportamento, comunque, grave che ha messo a repentaglio la salute di coloro che frequentano la scuola. E che viola le attuali norme, secondo cui, chi si sottopone a tampone deve restare in isolamento fiduciario sino all'esito dello stesso».

È chiaro che con la chiusura delle scuole e l'attivazione della didattica a distanza si limiteranno almeno quei contagi che sono avvenuti fino ad ora negli istituti. Punto interrogativo per quelle strutture legittimate a restare aperte e a ospitare i bimbi da 0 a sei anni: fino ad ora, stando alla cronaca, sono risultati diversi contagi anche negli asili e nelle ludoteche.

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