Covid a Caserta, più guariti che infetti
per il sesto giorno consecutivo

Domenica 29 Novembre 2020 di Ornella Mincione

Per il sesto giorno di fila, il numero delle guarigioni accertate è più alto di quello dei nuovi contagi. Nelle ultime 24 ore, dunque, è stata riconfermata quella decelerazione di contagi già indicata nei giorni scorsi e confermata dallo stesso manager dell'Asl di Caserta Ferdinando Russo. Secondo il resoconto di ieri dell'Azienda sanitaria casertana, infatti, sono 543 i guariti, contro i 398 nuovi infetti della provincia, per un numero totale di 13.895 guarigioni, a fronte dei 29.083 positivi dall'inizio dell'emergenza, di cui 14.913 attuali. Registrati anche 3 decessi, per un totale attuale di 275 pazienti deceduti.

Delle quasi 14mila guarigioni, circa 12mila si sono verificate dalla fine di ottobre, ragion per cui si potrebbe parlare di questo numero come quello indicativo delle guarigioni relative ai contagi avvenuti nelle ultime settimane. In effetti, grazie ai grafici che l'Asl di Caserta quotidianamente aggiorna e associa ai dati che fotografano la situazione dell'emergenza Covid in Terra di Lavoro, è facile osservare come da un certo momento in poi la situazione si sia aggravata. È dalla 34esima settimana, vale a dire quella di Ferragosto, infatti, che il numero dei nuovi positivi inizia ad aumentare. In quel momento si trattava di coloro che tornando dalle vacanze scoprivano di essere positivi. Non è un caso che proprio pochi giorni dopo il Ferragosto, la Regione Campania licenziò due ordinanze che obbligavano allo screening tutti coloro che tornavano dall'estero. Da quel momento, con l'esame diagnostico imposto a tappeto sulla popolazione (eseguito non soltanto perché il paziente manifestava sintomi) la curva epidemiologica iniziava a salire, contando tra i contagiati anche gli asintomatici, per la maggior parte giovani che, avendo un sistema immunitario più forte, presentavano una manifestazione dell'infezione meno aggressiva di quella registrata dai pazienti accertati nella scorsa primavera, al nascere dell'epidemia stessa. Da agosto i numeri dei nuovi contagi giornalieri sono stati leggermente più alti. Un altro grafico riportato dal resoconto dell'Asl casertana presenta i numeri dei contagi giornalieri a partire dal mese di agosto. 

Dalla 34esima settimana i contagi hanno superato la decina, in un trend in salita che arriva fino alla prima settimana di ottobre, quando in alcune giornate è stato raggiunto il centinaio di nuovi positivi al Covid. È da questo momento che i dati sono diventati più preoccupanti. Non a caso, di lì a poco, la Regione avrebbe chiuso le scuole aprendo alla didattica a distanza. Dal Governo centrale poi, la Campania sarebbe stata colorata di arancione, con una chiusura parziale delle attività e potenziamento delle restrizioni per tutti. Dalla fine di ottobre è stato un continuo salire del numero dei nuovi positivi al Covid, tanto da oltrepassare il numero mille per ben 4 volte, senza considerare le giornate in cui i nuovi contagiati erano tra i 900 e i 980. Il vero picco, a ben guardare proprio, è stato toccato dalla 44esima settimana, corrispondente a quella del 31 ottobre, fino alla 47esima, vale a dire quella relativa al 21 novembre. La 45esima, dal 2 all'8 novembre, è stata la più nera perché sono stati registrati 5.932 nuovi contagi nell'arco di tutta la settimana. Partendo da questo dato, si evince che oggi siamo nel pieno di una discesa. Quella appena trascorsa, la 48esima settimana, ha visto 2.514 nuovi contagi: in pratica la metà di quelli della settimana clou di questa fase. Dalla dichiarazione di zona rossa della regione Campania avvenuta il 15 novembre scorso, è chiaro che è in questa fase che si raccolgono i frutti di simile etichetta. Resta da osservare l'andamento della settimana prossima, quando sarà ancora più definita la situazione di infezione. 

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Tra l'altro, con la proroga della zona rossa a livello regionale e la chiusura delle scuole, la valutazione potrebbe essere ancora più sicura. Intanto continua lo screening su base volontaria per i docenti, i non docenti e gli alunni delle scuole. In particolare, la platea degli studenti invitati al tampone è stata allargata anche a quelli delle classi che vanno dalla seconda elementare fino alla prima media. È con questi dati alla mano che verranno considerate tutte le ipotesi per una possibile ripresa delle attività scolastiche, sebbene, stando alle parole del manager dell'Asl di qualche giorno fa, siano state poche le adesioni allo screening rispetto alle previsioni.

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