Covid in in carcere, 61 nuovi positivi
nel reparto Danubio a Santa Maria

Lunedì 13 Dicembre 2021 di Ornella Mincione
Covid in in carcere, 61 nuovi positivi nel reparto Danubio a Santa Maria

Salgono a 61 i contagi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. O meglio, 57 sono accertati mentre altri quattro, almeno fino a ieri pomeriggio, sono in fase di verifica. Si tratta di detenuti ospitati in particolare del reparto Nilo: oltre a questi però «due sono del reparto Tamigi e sono dei lavoranti, che, dunque, si muovono all'interno della struttura», spiega il direttore della Tutela della salute in carcere dell'Asl di Caserta, Giuseppe Nese. Nei giorni scorsi già altre positività erano emerse nella struttura, a partire dal 29 novembre, quando furono due agenti di polizia penitenziaria a risultare infetti.

Da loro, come da prassi, lo screening a tutti i contatti diretti dei positivi accertati. Ogni tre giorni, a quanto riferiscono dall'interno della struttura, i detenuti e l'intero personale in servizio è stato sottoposto a tampone di controllo. Dalla data dei primi positivi accertati ad oggi, dei 57, cinque sono gli agenti infetti e altri quattro detenuti risultati positivi all'antigenico attendono l'esito del tampone molecolare.



Al contempo però altre polemiche sono state sollevate forse dagli stessi detenuti. In particolare, sulle condizioni di isolamento sanitario in cui si trovano. Sono tutti nel reparto Danubio, «indubbiamente messo peggio del reparto Nilo, nuovo e con tutti i confort. Questa disposizione però si è resa necessaria per garantire la sicurezza di tutti», spiega il direttore Nese che, nonostante dia la spiegazione in merito, tiene a precisare come queste «siano decisioni della direzione penitenziaria». Nulla però manca dal punto di vista sanitario, né farmaci né personale dedicato. «Abbiamo ausili dall'ospedale di Santa Maria Capua Vetere e dalle altre strutture penitenziarie - spiega il direttore Nese - il dato confortante è che nessuno presenta sintomi preoccupanti. Nella maggior parte dei casi, si tratta di positivi asintomatici». Sembrerebbe quindi che tutto sia sotto controllo nel carcere di Santa Maria, anche se i contagi sono aumentati come si evidenzia dal fitto monitoraggio messo in pratica dall'Asl casertana. È bene ricordare che quanto accade nella struttura penitenziaria da un punto di vista epidemiologica rispecchia quanto accade al di fuori delle mura.

I contagi infatti aumentano, sebbene per lo più senza sintomi importanti. Stando al report pubblicato ieri dall'Asl, sono 279 i nuovi positivi emersi dalla processazione di 2.763 tamponi, con un'incidenza del 10,10%, una delle più altre nelle ultime settimane. È stato registrato anche un decesso legato al Covid. Al contempo però è alto anche il numero delle guarigioni: 155 secondo il bollettino di ieri. Ora sono 3.524 positivi attuali, 123 in più rispetto la giornata precedente. Per ora sembra che questa quarta ondata continui ad essere contenuta, soprattutto per le manifestazioni della malattia, sempre lievi e gestibili a livello domiciliare, grazie anche al lavoro dei Team Covid distribuiti in tutta la provincia.

A confermarlo è la richiesta di ospedalizzazione dei pazienti, diversa da quella dello scorso anno, quando davanti ai Pronto Soccorso c'erano le file di ambulanze in attesa di un posto letto libero per trasferire il paziente. Frutto questo della campagna vaccinale che continua a vedere crescere i suoi numeri. Fino alle 18.21 di ieri, sono stati 721.487 i cittadini che hanno ricevuto la prima dose e, di questi, 650.094 anche il richiamo. Poi, quasi duecento mila casertani hanno anche richiesto la terza dose. Ora questi numeri potrebbero crescere nell'arco della prossima settimana quando inizierà la campagna dedicata ai più piccoli, con età compresa tra i 5 e gli 11 anni. Le vaccinazioni inizieranno il 16 dicembre agli hub dedicati a Caserta, presso il centro commerciale Iperion e a Teverola, presso il Medì dove insiste già un centro dedicato alle vaccinazioni per gli over 12enni.
 

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