CORONAVIRUS

Covid a Caserta, impennata
dei contagi: mille i nuovi positivi

Lunedì 16 Novembre 2020 di Ornella Mincione


Sono bastate 24 ore perchè la boccata d'ossigeno delle 800 guarigioni facesse cadere tutti nell'apnea precedente. E l'altalena del contagio ha ripreso l'andatura calante. Sono 978 i nuovi contagi, infatti, secondo il report dell'Asl di Caserta pubblicato ieri e con questi sono stati registrati anche 5 decessi legati all'infezione Coronavirus. Inoltre, nessun nuovo guarito. L'Asl intanto sta lavorando per attivare nuovi posti letto.
Presto saranno 20 quelli disponibili a San Felice a Cancello e si punta ad aprire un altro piano dell'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere per l'assistenza Covid. I nuovi 978 contagi emergono dalla processazione di 3.661 tamponi nelle ultime 24 ore. Un quadro desolante che viene confermato dall'incidenza dei tamponi positivi su quelli processati: dal 26,1 di sabato al 26,7 di ieri, quasi un punto percentuale in più. Ciò vuol dire che poco meno di 27 persone su 100 che si sono sottoposte al tampone sono risultate positive. L'alto numero dei contagi, però, non è la chiave di lettura dell'emergenza. Come ha spiegato diverse volte il manager dell'Asl casertana Ferdinando Russo, la situazione relativa al Covid deve essere valutata attraverso due fattori, il numero dei decessi e la percentuale di occupazione dei posti letto in terapia Intensiva.

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Il primo dato lascia poco spazio all'immaginazione perchè è innegabile che i pazienti deceduti risultati positivi all'infezione sono più che raddoppiati nel giro di pochissime settimane, rispetto ad un numero che totalizzava i decessi dalla prima fase dell'emergenza fino alla fine di agosto. E' costante l'aggiornamento dei nuovi decessi: ieri 5, nei giorni precedenti anche 7 e 9. Inoltre, proprio ieri, si è diffusa la notizia del decesso di un poliziotto e un finanziere in servizio nel casertano. Per il secondo dati da analizzare, cioè l'occupazione dei posti letto di Terapia Intensiva, è necessario prima fare un quadro dell'attuale disponibilità. L'ospedale Covid di Maddaloni offre alla cittadinanza 15 letto per la Terapia Intensiva, mentre l'ospedale provinciale può occupare i 24 posti del modulo di Terapia intensiva costruito per volere della Regione Campania diversi mesi fa. A questi 39 posti letto dedicata all'assistenza ad alta intensità è importante aggiungere anche quelli per la Terapia Sub intensiva: 30 nel presidio di Maddaloni, 4 al Melorio di Santa Maria Capua Vetere e altri all'azienda ospedaliera casertana il cui numero può variare a causa della predisposizione dei letti (molti di quelli della degenza ordinaria possono essere trasformati per la Terapia Sub intensiva).

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«Ora la richiesta principale è la terapia Sub Intensiva - spiega il manager dell'Asl di Caserta -. le Terapie intensive stanno lavorando molto ma non sono ancora in affanno, sebbene tutte occupate». Ragion per cui, «stiamo lavorando per attivare altri posti letto per diverse intensità assistenziali. Abbiamo pronti 10 posti letto a San Felice a Cancello e ne stiamo preparando nello stesso presidio altri 10 - spiega il direttore Russo -. Inoltre, attiveremo un altro piano nel presidio di Santa Maria Capua Vetere, ma per fare questo serve il personale e ci stiamo adoperando per assumerne altro».

Cosa vera, visto il numero di delibere pubblicate proprio negli ultimi giorni relativi ad avvisi pubblici e a graduatorie cui l'Asl casertana sta attingendo nuove figure professionali. A dire il vero c'è anche altro tra le delibere, come, tra le altre, quella dell'aggiudicazione dei lavori per la terapia intensiva di Marcianise o quella dei lavori di adeguamento del Moscati. «Noi tutti direttori generali delle Asl siamo soggetti attuatori dei finanziamenti regionali che vanno in due direzioni: da un lato dei lavori per migliorare l'assistenza Covid e dall'altro per incentivare lavori di adeguamento o costruzione, al di fuori dell'emergenza. Stiamo procedendo per diversi presidi del territorio come Maddaloni e Marcianise. O anche come Capua dove vogliamo avviare l'ospedale di comunità».
 

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