CORONAVIRUS

Covid a Caserta, coprifuoco
a mezzogiorno: i negozi restano vuoti

Martedì 27 Ottobre 2020 di Milly Vigliano


Per le vie del centro di Caserta il coprifuoco c'è già a mezzogiorno; difatti, a quest'ora ieri non c'era nessuno per le strade e i negozi erano vuoti. Così il virus è sempre più ritenuto dai commercianti, e non solo, un nemico invisibile: per la salute, ovviamente, ma anche per l'economia. A questa immagine della città vuota e timorosa del Covid-19, fa da sfondo la desolazione e lo sconforto di molti titolari di attività commerciali, costretti a reinventarsi e a reinventare delle attività già avviate pur di andare avanti. E si ritengono addirittura tra i più «fortunati», perché alcuni sono costretti a chiudere.

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«Bisogna fare di necessità virtù», dice Sergio, titolare dell'enoteca «Cucina Atipica» a Caserta: «Questa è la prima volta che siamo aperti di mattina e ho anche cambiato le proposte del menù per andare incontro a chi lavora e si ferma da me durante la pausa pranzo. Prima il locale apriva alle 18.30 quindi, se non avessimo cambiato orari di apertura, saremmo rimasti chiusi perché non rientravamo negli orari stabiliti dal nuovo Dpcm. Mi sono dovuto riadattare. Già da circa tre o quattro settimane, ho riscontrato un calo notevole degli incassi; infatti, molti miei colleghi hanno dovuto chiudere».

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Una perdita delle vendite che è stata registrata anche da altri negozianti, come la titolare del centro estetico «Be Life, Estetica & Shop» e del negozio «Carpisa», Gaia Fontanarosa: «Purtroppo viviamo un momento drammatico, stiamo lottando contro un nemico invisibile e la gente ha paura di venire. Forse era più giusto chiudere tutto per poi ripartire tra un paio di settimane». Come lei, anche il proprietario del bar «Serao» Giacomo Serao: «Purtroppo Caserta non è una grande metropoli, e dalle 6 alle 18 noi titolari di bar non guadagniamo molto. Non siamo nemmeno più in estate, quindi non c'è affluenza di turisti. La mia attività ha subito una perdita del 70% degli incassi. In questo modo vengono a mancare anche i soldi per far fronte alle spese di gestione». A quanto pare, con la chiusura delle attività di ristorazione alle ore 18, per gli altri commercianti che possono restare aperti, si è creato anche un danno collaterale. È risaputo, infatti, che spesso le zone più desolate diventano facile teatro di criminalità e, purtroppo, anche una città solitamente affollata può creare questo timore, se gli esercizi commerciali devono chiudere.


I negozianti temono per la loro sicurezza perché c'è meno gente per strada e sono quasi costretti anche loro ad abbassare prima le serrande. Oltre al fatto che, ovviamente, anche le vendite sono diminuite essendo il flusso degli acquirenti venuto meno. Così spiega il titolare della cartoleria «Multicenter» a Caserta, Ciro Ascione: «Purtroppo si è venuto a creare, oltre al danno economico, anche un problema relativo alla sicurezza perché gli altri locali chiudono e io qui sono solo. Le strade sono deserte e non c'è nessuno dopo le 18. Sono costretto anche io a chiudere prima per non rischiare». Ma non è l'unico problema che ha riscontrato Ciro, difatti continua: «Sto lavorando con molta difficoltà, perché quando sono solo faccio fatica a misurare la temperatura e servire i clienti che spesso addirittura si infastidiscono per l'attesa e vanno via. Inoltre, per i metri quadrati del mio locale posso far entrare solo una persona alla volta: credo sia un controsenso che un pullman delle stesse dimensioni possa ospitarne 15».
Sulla stessa linea di pensiero, Alessandra la titolare del tabacchi sul corso Trieste: «A mezzogiorno la città è deserta, e dopo le 18 lo è ancor di più. Adesso che ha chiuso il circolo sociale di fronte la situazione è nettamente peggiorata, sia per le vendite sia per una mia sicurezza personale». E a farle da eco, Anna della vicina agenzia di pratiche «Apa». Anche Salif, il venditore di colore conosciuto e ben voluto da tutti che vende sul marciapiede a due passi di piazza Dante, è testimone di un brusco calo delle vendite. Ma lui non lo dice e regala lo stesso un confortante sorriso a tutti.
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