Fila d'auto per il tampone, genitori
esasperati: «C'è dell'altro oltre il Covid»

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Ornella Mincione
Fila d'auto per il tampone, genitori esasperati: «C'è dell'altro oltre il Covid»

Le polemiche non si placano all'indomani della chiusura stabilita da Asl e Comune di Caserta dell'istituto comprensivo De Amicis di Caserta. Sono i genitori, in particolare le mamme, dei 1.100 studenti dei tre plessi casertani a lamentarsi e inveire contro le decisioni delle autorità. In particolare, secondo il loro punto di vista, non è fuori luogo la chiusura del plesso di via G.M.Bosco, quello frequentato dai due fratellini, figli del paziente zero, ovvero l'ingegnere casertano positivo al Covid con variante Omicron. Per l'esercito di madri non è giustificata la chiusura di tutti i plessi, dove, stando ai loro racconti, non avrebbe insegnato la supplente anch'essa positiva al virus, ma la cui infezione è ancora incerta sulla tipizzazione. Infatti ancora non si sa se i nuovi infetti, ovvero i tre alunni, la docente e la badante della parente del paziente zero, abbiano contratto la stessa forma virologica dell'ingegnere. E sembra anche, stando a quanto trapelato ieri pomeriggio dal Cotugno, che debbano ripetersi gli esami di due membri del nucleo familiare del paziente zero.


Detto ciò, però, si è alzata una grande polemica sulla gestione dell'epidemia nell'istituto. La polemica si è inasprita ancora di più quando nel pomeriggio di ieri dal Comune di Caserta è stata diramata la nota con l'ordinanza di chiusura di tutte le scuole per la giornata di oggi a causa del maltempo. In particolare, come già detto da qualcuno due giorni fa, «è stata una strategia del sindaco per non affrontare gli enormi problemi riscontrati nelle scuole», conferma qualche mamma che alza la voce senza palesare il proprio nome. La rabbia di tanti genitori è diventata ancora più tangibile ieri, quando file di auto erano ferme in attesa del tampone ordinato dal dipartimento di Prevenzione collettiva dell'azienda sanitaria casertana, ai 1.100 alunni dell'istituto De Amicis.

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Macchine in attesa di avanzare pochi metri e volti più seccati: questo è stato lo scenario della giornata di ieri in via Falcone, davanti al Covid Drive allestito nel piazzale davanti la caserma provinciale dei vigili del fuoco. «Questa è l'ultima cosa. Fare la fila per il tampone non è un problema anche perché restare in macchina va anche a vantaggio nostro. Il problema è la chiusura di tutte le classi, anche le medie. Ora capisco che ci sono fratellini e parentele, ma si ordina a quelli di stare in isolamento. Detto ciò, siamo tutti convinti che dietro questa decisione ci sia la ferma volontà di non risolvere e rimandare a una soluzione futura i problemi gravi che ci sono in quelle aule», dice un genitore in fila in via Falcone ieri mattina. I genitori sono stati contattati dall'azienda sanitaria in ordine alfabetico, a partire dalle classi primarie, ma in molti avendo i figli anche nelle classi medie hanno portato con sé anche il figlio o i figli più grandi. Le famiglie non negano l'emergenza sanitaria né tanto meno l'importanza della tracciabilità dei contatti per isolare la variante Omicron, «ma già alcune settimane fa ci facemmo sentire in direzione, lamentando il freddo a causa delle caldaie rotte, delle feci di animali trovate dai bidelli e dagli alunni in alcune aule e dai ponteggi abbandonati lì dove passano i nostri figli per recarsi in aula o in bagno», continua una madre, anche rappresentante di classe. «Abbiamo fatto presente più di una volta di questi disastri nelle aule ma nessuno ci ha dato risposta o detto che in qualche modo si sarebbe risolto», afferma la rappresentante.

Il malessere è tangibile tra i genitori in coda e alcuni di questi dicono anche: «Ci hanno riferito che la dirigente sta facendo aggiustare in queste ore la caldaia. Dunque, vuole dire che abbiamo avuto ragione a sospettare che la chiusura per epidemia fosse strumentale alle autorità per affrontare le altre problematiche». Poi ci sono diversi cittadini che anche sui social si scagliano contro Palazzo Castropignano e Asl. «Tutto lecito: ma la quarantena disposta non dovrebbe avere un termine? O finisce quando qualcuno si alza la mattina e decide che i bimbi possono tornare a scuola?», scrivono alcuni.
 

Ultimo aggiornamento: 14:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA