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Crollano due palazzi a rischio da tre anni furono costruiti su una antica grotta

Lunedì 11 Luglio 2022 di Alessandra Tommasino
Crollano due palazzi a rischio da tre anni furono costruiti su una antica grotta

Tragedia sfiorata a Casaluce, in vico Celestini, dove sabato scorso sono crollati due edifici, già sottoposti allo sgombero con un'ordinanza del 2019 visto che tre anni fa era stato riscontrato il rischio di un cedimento strutturale. Per fortuna non c'erano persone in prossimità del sito al momento del crollo e questo ha evitato che potessero registrarsi conseguenze drammatiche. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che insieme ai tecnici comunali e alla polizia locale, hanno impiegato numerose ore per gli accertamenti di rito e predisporre le azioni necessarie a prevenire nuovi rischi per i residenti e gli automobilisti.


La strada è stata preclusa al traffico veicolare e la famiglia dello storico dirigente comunale, Ludovico Di Martino, in pensione da un anno, è stata sottoposta allo sgombero in vista di indagini più accurate. Parte di una delle strutture crollate è infatti caduta nel cortile della sua abitazione (non interessata dal cedimento) e a scopo precauzionale i tecnici hanno ritenuto opportuno un allontanamento del nucleo familiare in via provvisoria. A determinare l'evento il cedimento di una grotta sottostante i fabbricati. Si sta verificando in queste ore la presenza di una infiltrazione d'acqua. ei prossimi giorni indagini geofisiche saranno svolte dal Comune per caratterizzare la cavità sotterranea, al fine di comprenderne profondità ed estensione e delineare così un quadro più preciso, anche per valutare l'eventuale sgombero delle case situate sul lato opposto del sito interessato dal crollo, per ora escluso dalle misure indicate dai vigili del fuoco.

Intanto nella giornata di sabato la ditta incaricata dal Comune ha proceduto alla demolizione dei muri pericolanti di uno degli immobili, quello a due piani, mentre nella mattinata di oggi è previsto l'abbattimento dell'edificio di un piano. «Per fortuna non ci sono state vittime commenta il primo cittadino Francesco Luongo ma l'attenzione di queste ore è massima per poter mettere in campo ogni azione mirata alla tutela delle persone». Luongo annuncia un piano di indagini geofisiche che non dovranno limitarsi solo a vico Celestini, una delle principali strade di accesso a piazza Castello e al santuario Santa Maria ad Nives.

Ci sono altre aree del territorio notoriamente interessate dalla presenza di cavità sotterranee e in molti ricordano che alcuni anni fa furono sottoposte allo sgombero diverse abitazioni di corso Umberto I, strada che per un lungo periodo è stata preclusa al passaggio delle auto. Una ricognizione degli interventi di messa in sicurezza attuati o lasciati magari in previsioni non attuate in passato, alla luce dell'evento di vico Celestini, si rende ora più urgente che mai. Il monitoraggio del sottosuolo non è più rinviabile e la previsione di interventi di consolidamento delle cavità dovrà necessariamente rientrare tra le priorità amministrative, per prevenire nuovi crolli e soprattutto gravi danni alle persone.
 

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