Delitto di Formia, il giallo delle tre lame:
i coltelli trovati incompatibili con le ferite

Martedì 23 Febbraio 2021 di Angela Nicoletti
Delitto di Formia, il giallo delle tre lame: i coltelli trovati incompatibili con le ferite

Le indagini sull'omicidio di Romeo Bondanese, il 17enne di Formia ucciso la sera di martedì grasso a coltellate, proseguono senza sosta e grazie anche alla collaborazione del presunto assassino, il 16enne di Casapulla, Camillo B. E nel giorno dei funerali del giovane calciatore, che si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa di San Giovanni, nella cittadina laziale, il medico legale Vincenzo Maria Grassi ha sottoposto il sopravvissuto all'aggressione, il cugino della vittima, Osvaldo V. ad una perizia.

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Il tanatologo ha quindi esaminato il profondo taglio alla coscia inferto da un colpo di lama e che ha quasi ucciso il ragazzo, anch'esso 17enne. Il delicato accertamento è stato chiesto dal magistrato dei Minori della Procura di Roma, la dottoressa Maria Perna che, nella giornata di mercoledì scorso ha interrogato a lungo l'aggressore adolescente che si è mostrato collaborativo ed ha ricostruito le fasi salienti di quella drammatica sera che avrebbe dovuto essere di festa, di spensieratezza e di divertimento e che in pochi istanti si è trasformata in una tragedia senza fine. Prima le parole, le offese, poi l'ira, la rabbia, la violenza sorda ad ogni tentativo di rabbonimento e i coltelli che sono spuntati dai giubbotti griffati. Il tutto di fronte al Ponte Tallini che affaccia sul mar Tirreno, a due passi dal Mc Donald's. Romeo era in compagnia degli amici, tutti studenti sia dell'Istituto «Nautico» che dell'Alberghiero.

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Poco lontano la comitiva composta dai ragazzi del casertano che da qualche settimana sono ospiti del convitto «Angelo Celletti»: frequentano diverse scuole superiori della cittadina marittima. La scintilla è scoppiata in un istante, forse per una battuta di troppo. I ragazzi sono arrivati allo scontro fisico e per il calciatore laziale la vita è finita steso, coperto di sangue, su una panchina. Tra le grida di terrore dei passanti e la disperata richiesta di aiuto degli amici. Una sorta di duello rusticano per «segnare» un territorio, una ragazza, un gruppetto. I tagli rinvenuti sull'addome di Romeo Bondanese non sono compatibili con la lama del coltello trovato indosso a Camillo B.

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Perché oramai è cosa certa, i fendenti sono partiti da diverse «armi bianche». Un secondo coltello è stato trovato nella darsena sottostante via Vitruvio, a poche decine di metri dal ponte dove i ragazzi si erano dati appuntamento. Era nell'acqua ed è stato ripescato sabato mattina. Per sapere se quell'acciaio affilato e tagliente possa aver ucciso sia Romeo Bondanese che ferito Osvaldo V. bisognerà aspettare i risultati della perizia. Il medico legale ha chiesto un termine di 90 giorni. Resta il mistero delle ferite da taglio trovate sulle mani del presunto assassino. Neanche quelle sono compatibili con il coltello che aveva tra le mani mentre, subito dopo l'agguato a Bondanese, cercava di fuggire.


 

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