«Doppia gestione contributiva illecita»
Avvocati in silenzio per protesta

di Biagio Salvati

Manifesteranno in maniera silenziosa lunedì prossimo presso il Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere ed il Palazzo di Giustizia di Napoli Nord, ad Aversa,ma anche a Napoli, Lecce, Nola e altre città gli avvocati  in rappresentanza della categoria  (oltre seimila iscritti tra il foro sammaritano e napoletano di Aversa) che sarà mobilitata tra la Lombardia, il Lazio, la Puglia, la Campania e l’Abruzzo contro la cosiddetta «Operazione Poseidone», l’azione di recupero di contributi sommersi avviata dall’Inps insieme all’Agenzia delle Entrate nel 2011 e, da allora, oggetto di controversie, giudizi e polemiche. Si tratta di un flash-mob caratterizzato da mezz’ora di silenzio, dalle 10 alle 10,30 del 16 aprile prossimo, caratterizzato anche da un presidio davanti alle sedi giudiziarie, per attirare l’attenzione su un aspetto che penalizza non poco la categoria. In base a questa operazione, non solo gli avvocati ma molte altre categorie di liberi professionisti (architetti, ingegneri, commercialisti, per citarne alcuni) vennero iscritti d’ufficio alla previdenza Inps. Un sistema con cui l’istituto intendeva recuperare circa 6 milioni di euro di contributi sommersi ma che ha finito per trasformarsi, accusano gli avvocati, in una mannaia per gli autonomi. In particolare, infatti, a moltissimi avvocati e professionisti sono state recapitate cartelle esattoriali da un minimo di 2500 ad un massimo di 30mila euro. L’operazione Poseidone era stata già congelata dal governo in carica nel febbraio del 2012, salvo poi tornare in auge nel 2015. Da questa vicenda sono scaturite migliaia di contenziosi, circa 500 dei quali conclusisi in primo e secondo grado con sentenze favorevoli ai professionisti che hanno avviato ricorso, ma poi ribaltate dalla Cassazione. Il caso Poseidone resta dunque aperto, con gravi ripercussioni soprattutto sui giovani avvocati. «Degli 800.000 professionisti coinvolti (fascia giovane - 30/40 anni - e di basso reddito - entro i 5000 euro, nella maggior parte dei casi) – scrivono una nota gli organizzatori - molti sono stati già costretti a cessare le loro attività cancellandosi dagli albi, ancora una volta nel silenzio assordante dello Stato. Non sarà una o più sentenze della Cassazione a stravolgere un principio di diritto. Perché non è diritto o giustizia ciò che limita la possibilità di una esistenza libera e dignitosa, che dovrebbe essere garantita dallo stesso Stato che oggi ci schiaccia. Perché di previdenza non si può morire». A Roma ci sarà una manifestazione davanti alla Cassazione mentre a Pescara il presidio si svolgerà davanti alla locale sede dell’Inps. Referenti dell’iniziativa, diversi professionisti di fori italiani: gli avvocati Alessandra Sorrentino, Daniela Barbieri, Ilaria Gadaleta, Rita Pierro, Mariarosaria Giarritiello, Mario Troiani, Carmela Nappo, Anna Artellino, Rosaria Artellino, Sara Aliberti, Michelina Di Spirito, Alfonso Modestino, Clelia Tessitore, Francesca Romana Perrotta, Barbara Ramazzotti, Antonietta Coluccietto, Gaetano Razza, Mariafrancesca Pugliese, Gabriele Volpe e, per il tribunale di Monza, l’ingegnere Antonio Fierro.
Venerdì 13 Aprile 2018, 08:30
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