Ex Jabil, lavoratori sul piede di guerra: «No alla svendita, vogliamo certezze»

Sindacati in allerta, rappresentanti in Invitalia ricevuti in azienda

Ex Jabil, lavoratori sul piede di guerra: «No alla svendita, vogliamo certezze»
Ex Jabil, lavoratori sul piede di guerra: «No alla svendita, vogliamo certezze»
di Franco Agrippa
Venerdì 23 Febbraio 2024, 08:51
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Con l'avvicinarsi del mese di maggio, quando il 31 scadrà l'ammortizzatore sociale concesso lo scorso anno per evitare i licenziamenti previsti dall'azienda, i lavoratori della Jabil sono in fibrillazione. A causa di episodi verificatisi all'interno del sito di Marcianise, la rappresentanza sindacale unitaria, in un comunicato, riporta, quella che definiscono una "Cronaca di una giornata di ordinaria follia". Quello che preoccupa i lavoratori e i sindacati è la potenziale svendita della fabbrica marcianisana della multinazionale americana.

«Nonostante gli accurati depistaggi dell'azienda in merito ad una ipotetica visita di un nuovo cliente scrivono nella nota che purtroppo mai si concretizzerà, abbiamo, dopo lunghe verifiche, appurato la presenza di rappresentanti di Invitalia intorno alle ore 15 presso il nostro stabilimento. La rappresentanza sindacale unitaria si è immediatamente attivata per un contatto diretto, recandosi in direzione. Nonostante i nostri ripetuti inviti ad essere ricevuti, non è stato possibile incontrare i rappresentanti ministeriali.

Di conseguenza, è stato necessario intraprendere un'azione più incisiva e "megafonare" fuori la sala riunioni le motivazioni del nostro dissenso e le preoccupazioni sul futuro del sito all'interno di Jabil». I sindacalisti hanno ricordato che i lavoratori del sito di Marcianise attendono ancora un incontro di verifica ministeriale sul piano industriale, non ancora calendarizzato e, nello stesso tempo, hanno puntualizzato che non resteranno inermi di fronte ad eventuali soluzioni di sciacallaggio industriale.

«La Rsu affermano ancora i sindacalisti ha proseguito il presidio fino all'uscita della delegazione di Invitalia ed ha approfittato anche per consegnare un documento riepilogativo sulla nostra visione della vertenza». Fra tre mesi scade il contratto di solidarietà siglato a maggio scorso per evitare i 190 licenziamenti annunciati diversi mesi prima dall'azienda ed ora si chiede una missione industriale che possa garantire il loro futuro. Del resto, i 430 lavoratori della Jabil, nel corso degli anni, hanno dimostrato il loro attaccamento all'azienda e, dopo una dura vertenza, per salvare 190 posti, accettarono, lo scorso anno, l'ultima proposta dell'azienda: il contratto di solidarietà, che prevedeva una riduzione dell'orario di lavoro e della retribuzione, evitando il taglio di personale. Ma ora chiedono certezze sul futuro, considerato che la vertenza Jabil va avanti da troppi anni e l'azienda, nei vari piani industriali presentati, ha sempre confermato la volontà di ridurre drasticamente il numero di dipendenti del sito casertano, e di voler arrivare a 250 unità dalle poco più di 430 attuali. Per scongiurare i licenziamenti, si è fatto continuo ricorso alla cassa integrazione, anche nel febbraio dello scorso anno, quando la cassa integrazione fu prorogata di tre mesi.
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La preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati è che al momento non c'è nessuna prospettiva di lavoro né un piano industriale da discutere, che metta in sicurezza il futuro di 430 famiglie. Con la scadenza della cig, si riaddensano le nubi sul futuro di un sito produttivo su cui Jabil, come denunciano i sindacati, ha deciso da anni di non investire, dichiarando da tempo il suo ridimensionamento. Oggi, intanto, una delegazione della Rsu incontrerà nuovamente il sindaco di Marcianise, unitamente al presidente e ai capigruppo in consiglio comunale per preparare una riunione monotematica dell'assemblea cittadina, aperta a lavoratori, istituzioni, politica e cittadinanza sul "Problema Jabil". E si prevedono ulteriori momenti di confronto che saranno organizzati prossimamente.

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