Ex Macrico Caserta, Del Gaudio:
«Attenzione alla fase progettuale»

Mercoledì 5 Gennaio 2022 di Lia Peluso
Ex Macrico Caserta, Del Gaudio: «Attenzione alla fase progettuale»

La possibilità di acquisizione dell'area ex Macrico sarebbe legata al progetto relativo all'eventuale destinazione della stessa area. Le parole del vescovo di Caserta, Pietro Lagnese, pronunciate nel corso del Te Deum, hanno aperto una nuova speranza circa la possibilità di un'acquisizione del Macrico, in una rinnovata interlocuzione avviata con la proprietà della medesima, l'Istituto di sostentamento del clero. Il Macrico è da circa 20 anni un tema entrato al centro del dibattito delle campagne elettorali che si sono avvicendate in tale periodo ed anche nel corso delle comunali dello scorso autunno ciascun candidato a sindaco ha presentato la sua idea per il Macrico ed oggi, dopo le parole del vescovo, quei progetti sono diventati di nuovo attuali. Tra gli ex candidati a sindaco che oggi siedono in consiglio comunale all'opposizione del riconfermato primo cittadino Carlo Marino ci sono Pio Del Gaudio e Romolo Vignola, entrambi rappresentanti di movimenti civici con idee precise su come si dovrebbe procedere per parlare di Macrico in maniera concreta.

Pio Del Gaudio l'argomento lo conosce, anche perché è stato sindaco di Caserta dal 2011 al 2015 e nel 2014 fu approvata una delibera avente ad oggetto proprio il Macrico ed in particolare la destinazione urbanistica dello stesso come parco urbano-verde pubblico, dando l'indicazione ai progettisti del Piano urbanistico comunale di recepirne l'indirizzo contenuto nella delibera medesima. «Le parole del vescovo - ha detto Del Gaudio - sono importanti e dobbiamo ringraziarlo per aver messo al centro dell'attenzione il Macrico, però adesso la parola deve passare alla proprietà dell'area e al consiglio comunale affinché avviino le interlocuzioni necessarie per addivenire ad una conclusione e poter parlare di acquisizione del Macrico. Ci sono due o tre punti da cui partire per giungere ad una conclusione, il primo è senz'altro la delibera del 2014 approvata dal consiglio comunale e che prevede come destinazione dell'area che sia un parco verde pubblico e tale indicazione è stata recepita dai progettisti del Puc; poi c'è l'intervento del vescovo e poi c'è la proprietà dell'area con cui il consiglio comunale deve avviare un dialogo in tempi brevi. Il vero punto debole di questa vicenda - ha aggiunto Del Gaudio - è l'esistenza di un progetto che riguarda il Macrico perché se l'area può essere acquistata con i fondi del Pnrr e pur vero che per attingere a queste risorse deve essere presentato un progetto meritevole per avere i fondi necessari per acquistarlo. Credo, quindi, che l'amministrazione comunale debba predisporre un progetto che il consiglio comunale deve approvare, senza dimenticare che il Macrico deve essere un luogo che attrae turisti, generi ricchezza ed occupazione. Se il progetto non ha le caratteristiche necessarie, il Comune non riuscirà ad accaparrarsi i soldi necessari per acquistare l'ex Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati». 

Per Romolo Vignola il primo passo per poter discutere di acquisizione del Macrico è rappresentato dalla qualificazione urbanistica dell'area. Per Vignola l'ex Magazzino deve essere destinato a totale verde pubblico. «Le parole del vescovo sono importanti - ha affermato Vignola - e dobbiamo tutti quanti ringraziarlo. Si tratta di un appello che si muove nel solco del già vescovo di Caserta, Raffaele Nogaro, che da oltre 20 anni ha portato avanti la battaglia del Macrico affinché fosse acquisito dal Comune di Caserta, però, se non si procede ad una qualificazione urbanistica e se non si approva il Puc, le parole del vescovo sono destinate a rimanere tali. Accolgo con favore le parole di monsignore Lagnese e la sinergia con l'Istituto di sostentamento del clero - ha continuato Vignola - però, ribadisco, se vogliamo discutere di Macrico in maniera fattiva vi deve essere una qualificazione di verde e questo poi dà la possibilità di interloquire con la proprietà, quindi occorre approvare subito il Puc per poi discutere di compravendita dell'area e contestualmente della sua destinazione». 

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