Botte ai bambini per falsi incidenti,
gli indagati da oggi davanti al gip

Lunedì 27 Settembre 2021 di Biagio Salvati
Botte ai bambini per falsi incidenti, gli indagati da oggi davanti al gip

Proveranno a difendersi questa mattina, davanti al gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Ivana Salvatore, i primi indagati arrestati la scorsa settimana nell'ambito di un'inchiesta della locale Procura della Repubblica sui finti incidenti dove si ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso, al traffico di droga.

Figura principale dell'inchiesta è un 42enne di Casagiove, Simmaco Palmiero, unico agli arresti in carcere. Ai domiciliari si trovano le madri dei due minori usati per le truffe, anche loro residenti a Casagiove, e gli avvocati Adriano Cortese e Gianluigi Ramaglia oltre un complice, Agostino Capone. La lista degli indagati, come detto, è però molto più lunga. Il giudice ha rigettato la richiesta di misura cautelare per le altre diciotto posizioni ma sono complessivamente 28 gli indagati. Ai domiciliari si trovano anche la sorella di Palmiero, Rosa e Angela Di Blasio.

Agostino Capone è stato coinvolto in passato per la vicenda dei manifesti elettorali imposti ai candidati per le Regionali del 2015, insieme alla moglie Maria Grazia Semonella peraltro indagata a piede libero anche in questo procedimento. Indagati a piede libero anche Orsola Ruberto, Antonio Comune e Simona Vendemia. A difenderli, ci sono gli avvocati Antonello Fabbrocile, Alberto Martucci e Angelo Raucci.

I componenti dell'associazione a delqinquere avrebbero messo su un meccanismo ben collaudato, in cui vi erano falsi testimoni e false vittime, e due legali di «fiducia» che curavano le pratiche da trasmettere alle Compagnie Assicurative; pratiche che venivano rese più attendibili con il coinvolgimento di minori quali vittime dei falsi incidenti. Tra gli episodi emersi quello di un ragazzo di 11 anni, cui tre indagati, tra cui la madre, hanno provocato lesioni consistite, come emerge dal referto redatto dai medici del pronto soccorso, «in un trauma facciale con escoriazioni al labbro inferiore e allo zigomo sinistro e frattura dei margini incisali».

In ospedale la donna ha spiegato ai medici che il figlio era stato vittima di un incidente stradale ed è così riuscita ad avere il risarcimento. L'indagine è partita nel 2018 in seguito al tentativo di un uomo, poi indagato, di incassare un assegno contraffatto presso un ufficio postale di Santa Maria Capua Vetere ma ci sono episodi che risalgono anche al 2013.

Davanti alle sedi dei giudici di pace c'era la fila, ogni giorno, di gente pronta a fare da testimone per incidenti cui non ha mai assistito semplicemente perché non ci sono mai stati. Nella loro indagini che ieri ha portato a sei arresti, i carabinieri di Caserta ne hanno identificati decine. I testimoni di «professione», quelli che si fanno istruire da avvocati compiacenti e si presentano davanti al giudice a giurare che sì, «quello gli è finito addosso con la macchina... dotto' non lo ha visto proprio... lo ha preso in pieno».

E invece quello che guida la macchina, quello che viene investito, oltre il testimone, sono tutti attori della stessa commedia. Una commedia che la cricca di Caserta recitava dal 2013, anno cui risale una delle due truffe messe a punto con l'uso di bambini. Due almeno quelli picchiati dalle madri e poi portati al Pronto soccorso a dire ai medici di essere rimasti feriti durante un incidente per strada. Oggi sono entrambi 18enni.
 

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