Gaetano, il raccontastorie
del bus diretto a Casertavecchia

Domenica 28 Giugno 2020 di Marilù Musto
Gaetano, il raccontastorie del bus
diretto a Casertavecchia

«Eccolo lì, ora sale a bordo il direttore della Clp». L’autista del bus che parte dalla stazione di Caserta e sosta a Casertavecchia, ha un appuntamento fisso ogni giorno: incontra Gaetano Ciontoli all’incrocio di via Ceccano e nel pullman semi-vuoto (a Caserta non c’è abitudine consolidata di utilizzare i mezzi pubblici) ascolta le storie raccontate dal signor Gaetano, 86 anni di vitalità, tre dita monche per chissà quale incidente di gioventù e un bastone che lo aiuta nei movimenti. «Attende il bus numero 106 che alle 14 e 40 passa in via Ceccano e si dirige nel borgo delle meraviglie, quello medievale di Casertavecchia. E lo fa ogni giorno».

Ma perché? «Per passeggiare e respirare aria pura», spiega Gaetano. Da dieci anni sempre lo stesso percorso: «Piove, nevica, c’è il sole, per me non c’è differenza. Salgo sul bus ogni santo pomeriggio e, raggiunta Casertavecchia, offro il caffè all’autista nel mio bar di riferimento». L’abitudine fonda la complicità fra autista e passeggero, ma questo passo verso l’alto con l’aiuto del pullman di linea è molto di più: è un simbolo. Soprattutto per chi i mezzi pubblici li snobba, preferendo l’auto e fregandosene dell’inquinamento che - di tanto in tanto - obbliga il Comune a chiudere questa o quella strada del centro. Gaetano Ciontoli è l’esempio di cittadino virtuoso: nessuna telefonata ai parenti per farsi accompagnare: «Io vado sù con l’autobus pubblico, lo dovrebbero far tutti», spiega.
 


Un passeggero a bordo prova ad appropriarsi anche lui dell’ultima storia raccontata da Gaetano che, però, vista l’insistenza, cerca la discrezione. Una cosa salta agli occhi: Gaetano conosce ogni angolo della città. «Vede questa pianta di limoni? - dice indicando un albero carico di frutti gialli a Mezzano - il proprietario non li raccoglie mai. E intanto io ci passo, li vedo e mi arrabbio. I limoni costano due o tre euro al chilo dal fruttivendolo e questo signore della villa li lascia cadere a terra così, senza prenderli». I suoi aneddoti mantengono, per tutta la durata del viaggio, la stessa intensità. Fino all’arrivo nel borgo: «La gente non conosce questo paradiso - dice - Casertavecchia è un patrimonio che non viene valorizzato abbastanza», si spinge a dire Gaetano. Saggezza a parte, Gaetano, fino allo scorso gennaio, aveva un compagno di viaggio. «C’era un altro anziano che saliva con lui fino a gennaio, poi è morto - dice l’autista - a volte siano soli a fare il tragitto, Gaetano ci mette allegria. E poi, ci offre il caffè. Nessuno ci tratta bene più di lui».

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