Giallo sul Garigliano, cadavere
di donna riemerge dal fiume

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Mary Liguori
Omicidio, suicidio, fatalità? Ma soprattutto, chi è la donna ritrovata morta ieri alla foce del Garigliano? Aveva tra i trenta e i quarant'anni, i capelli neri, la pelle bianca. Il medico legale ha decretato la razza caucasica ma non è stato ancora in grado di lanciarsi in ipotesi sulla causa del decesso. Sul corpo, afferma chi lo ha visto non ci sono evidenti segni di violenze ma lo stato di decomposizione avanzato e la permanenza in acqua per più giorni potrebbero avere impedito, all'esaminatore, di trovare tracce di uno sparo o di una coltellata. Men che meno di contusioni in zone vitali.
 
È giallo, dunque, sul ritrovamento del cadavere riemerso ieri dalle acque del Garigliano. Il corpo, col ventre gonfio per la permanenza in acqua al punto da destare il sospetto che fosse di una donna incinta, è stato trovato intorno alle 14 di ieri pomeriggio da un uomo del posto di passaggio in zona. Come detto, dall'esame cadaverico esterno non sarebbero emersi particolari segni di violenza, ma il cadavere dev'essere rimasto diverso tempo in acqua visto lo stato in cui è stato trovato. Lo stato di decomposizione avanzato non ha consentito, al momento, l'identificazione della vittima. Né sono stati ritrovati documenti. Probabilmente è riaffiorato dopo aver percorso per un lungo tratto il fiume, confine naturale tra il Lazio e la Campania. Il corpo, in posizione prona, è stato trovato nel territorio di Sessa Aurunca, sulla via Provinciale 130, località alla foce del Garigliano. Era in una zona molto impervia, tanto che il primo soccorritore che ha chiamato i vigili del fuoco non si è neanche reso conto che fosse un cadavere, ma credeva che la donna fosse ancora viva e ha chiamato i soccorsi nella speranza che fosse svenuta. Purtroppo, quando i vigili del fuoco del distaccamento di Caserta sono arrivati sul posto, la tragicità della situazione è emersa in pieno. Per poter recuperare il corpo è stato necessario l'intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli.
A ogni modo, dopo la segnalazione, le operazioni di recupero sono andate avanti per un paio d'ore, con i carabinieri e la polizia sul posto. Ieri, fino a tarda sera, si stavano ancora spulciando le denunce di persone scomparse per stabilire l'identità della vittima. La permanenza in acqua e il processo di decomposizione già in fase avanzata, ha purtroppo compromesso i tessuti e non è stato neanche possibile utilizzare i polpastrelli per prendere le impronte digitali della vittima e inserirle nei database del sistema informatico delle forze dell'ordine. Terminate le difficoltose operazioni di recupero dall'alveo Garigliano, località Punta al Fiume di Sessa Aurunca, il corpo è stato trasferito all'Istituto di medicina legale di Caserta dove sarà eseguita l'autopsia che chiarirà la causa del decesso.
Al momento i carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca, diretti dal maggiore Giuseppe Fedele, lavorano per dare un nome alla vittima. Al vaglio ci sono le denunce di scomparsa presentate nell'ultima settimana sia sulle rive campane del Garigliano, sia su quelle laziali.
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